COMUNICATO STAMPA
Parigi, 13.10.2008 – L’ACEM, la federazione europea che riunisce i costruttori di motocicli, ha scelto un fumetto per sensibilizzare i motociclisti e gli scooteristi a evitare i potenziali rischi rappresentati dall’infrastruttura stradale. Il fumetto sarà lanciato a Parigi il 13 ottobre in occasione della Giornata Europea della Sicurezza Stradale organizzata dalla Commissione Europea.
L’obiettivo di questa campagna di sicurezza stradale é quello di sensibilizzare i centauri ai pericoli che scaturiscono dalla conformazione della strada stessa. La campagna sviluppata insieme a istruttori di guida moto si compone di una serie di tredici episodi che saranno pubblicati mensilmente. Ogni episodio tratterà uno specifico fattore di rischio e fornirà consigli e suggerimenti sul miglior modo di affrontarlo.
Secondo la ricerca MAIDS l’8% degli incidenti è causato dall’infrastruttura stradale. Le cattive condizioni di molte strade d’Europa e il fatto che i due ruote siano spesso esclusi dai piani di mobilità sono le cause principali di questa situazione. Grazie alle informazioni contenute nel fumetto questa campagna aiuterà coloro che utilizzano il due ruote a prendere decisioni migliori e a ridurre il rischio di incidenti.
Nel 2006 l’ACEM ha pubblicato un manuale tecnico nell’ambito del suo Piano d’Azione sulla Sicurezza Stradale che recava delle linee guida per la realizzazione di infrastrutture che tenessero conto dei due ruote.
Questa pubblicazione, frutto della collaborazione con ingegneri specializzati, era destinata principalmente a tecnici, urbanisti, amministratori e costruttori. Tuttavia essa conteneva anche preziosi consigli per i motociclisti. ACEM ha ritenuto che il fumetto fosse il mezzo più efficace per trasmettere ai centauri queste informazioni.
Il fumetto, disponibile anche in italiano, puo’ essere scaricato dal sito http://www.acem.eu/cartoon/indexit.html. Dopo la pubblicazione del primo numero sugli incroci, i prossimi episodi riguarderanno gli oggetti pericolosi lungo i margini stradali, le diverse tipologie di manti stradali, la presenza di benzina e altri liquidi, le superfici stradali danneggiate e/o riparate inadeguatamente, i sistemi di rallentamento della velocità concepiti male, la guida notturna, le misure contro neve e gelo, la presenza di detriti, le isole spartitraffico mal progettate, le superfici metalliche e colorate, e, a conclusione della serie, come affrontare le curve pericolose.
20 ottobre 2008
L’ACEM lancia una campagna europea di sicurezza stradale dedicata ai motocicli
17 ottobre 2008
Perché Roma è così pericolosa?
Non è un caso che Roma detenga il primato di città più pericolosa d’Europa.
Le cause di ciò sono numerose; proviamo ad elencarle.
- La mancanza di una politica del trasporto urbano degna di questo nome. C’è una grande differenza tra progettare la mobilità e tamponare alla bell’e meglio gli effetti del caos.
- Una rete di trasporti pubblici indegna di una grande città. Poche linee della metro, mezzi di superficie sovraffolati, ritardi e mancanze del servizio tengono alla larga moltissima gente e portano ad un aumento abnorme del traffico privato.
- Il conseguente, elevatissimo numero di due ruote, oltre 500.000, superiore a quello di qualsiasi altra città europea. Trattandosi di mezzi più pericolosi rispetto alle quattro ruote, è ovvio che essi incidano negativamente sulle statistiche.
- La mancanza di una rete capillare di piste ciclabili. Molta gente userebbe la bicicletta, se soltanto riuscisse a raggiungere la più vicina pista ciclabile senza essere travolta da un’auto.
- La mancanza di una rete urbana di scorrimento veloce. Roma è larga oltre 20 km e non c’è modo di attraversarla rapidamente. I tempi lunghissimi spingono gli utenti a tenere velocità eccessive su strade prive dei requisiti di sicurezza necessari, fatto che rende più pericolosa, caotica e stressante la circolazione.
- La mancanza di un sistema integrato di segnaletica stradale direzionale. Un gran numero di utenti non sa dove andare perché non esistono segnalazioni capillari (ad eccezione di quelle per l’Auditorium…), intralcia il traffico ed è causa incidenti con le proprie esitazioni.
- La scarsità di strade in regola con la legge. Sembra incredibile, ma la maggioranza delle strade della nostra città presenta errori di progettazione, sia nel tracciato che nella segnaletica, in violazione della normativa vigente. Il più vistoso di essi è l’assenza della suddivisione in corsie di quasi tutte le arterie di larghezza tale da consentire la marcia di più file di veicoli. tutto ciò rende impossibile una circolazione ordinata e favorisce le collisioni tra veicoli che si spostano a casaccio, più come una mandria che per file parallele.
- Lo stato spesso pietoso del fondo stradale. Buche che si riaprono ad ogni pioggia, tombini non allineati al piano stradale in seguito a riasfaltature, sampietrini scivolosi e spesso sconnessi, sedi stradali rese ondulate dalle radici dei pini, asfalti usurati e lisci come il vetro sono un cocktail micidiale, in particolar modo per gli utenti delle due ruote.
- L’educazione degli utenti della strada. La maggior parte di loro sembra avere un’idea molto vaga delle regole del codice e del significato della segnaletica; basta vedere come si spostano, quanto usano le frecce, quanto rispettano semafori e stop, quanto allacciano le cinture, in che stato sono luci e stop dei loro veicoli.
- Il comportamento della Polizia Municipale. Capisco che gestire il traffico romano sia una cosa estremamente difficile, ma è sbagliato smettere di provarci e reprimere quasi esclusivamente le violazioni “facili”, come il divieto di sosta. Vorrei che i VV.UU. avessero uno scatto d’orgoglio, arginassero con efficacia il malcostume dilagante e sanzionassero pesantemente i comportamenti più pericolosi: cinture slacciate, bambini in braccio alla mamma sul sedile anteriore (davanti all’airbag) o in piedi sulla pedana dello scooter, veicoli con svariate luci mancanti, slalom irresponsabili, velocità eccessive.
Tutte queste cose sono indegne di una capitale e inconcepibili in qualsiasi altra metropoli europea.
Vorremmo proprio che tutto questo cambiasse in meglio e per questo siamo già al lavoro: abbiamo avviato un censimento delle infrastrutture non in regola con la legge, in modo da poterle segnalare agli assessorati competenti.
Per informazioni su come darci una mano, info@visionzero.org.
15 ottobre 2008
Giornata europea della sicurezza stradale
L’altroieri, in occasione della seconda Giornata europea della sicurezza stradale, si sono svolte in tutta Europa numerose manifestazioni intorno a tale tema. Una di esse si è tenuta a Roma, a cura della Federazione Motociclistica Italiana, presso il Centro Superiore Ricerche e Prove del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Per l’occasione, nel piazzale del Centro è stata allestita una pista, dove studenti di numerose scuole medie e superiori hanno potuto svolgere, alla guida di ciclomotori, test finalizzati all’apprendimento di nozioni base della sicurezza (come scegliere e indossare il casco, come frenare ecc.).
La cosa più interessante della manifestazione è stata una serie di crash test, che hanno evidenziato la grande pericolosità che anche urti a bassa velocità possono comportare. In particolare, sono stati eseguiti tamponamenti di auto contro auto, auto contro biciclette e auto contro scooter, ed è stato veramente scioccante, anche per chi conosce bene queste cose, vedere quanto limitati siano i danni alle auto e quanto invece risultino gravissimi i danni ai conducenti delle due ruote e ai passeggeri privi di cinture di sicurezza.
Ai crash test sono seguite dimostrazioni di interventi dell’Emergenza Sanitaria (118) e dei Vigili del Fuoco (115), con simulazioni di messa in sicurezza dell’area dell’incidente, soccorso ai feriti, apertura di portiere bloccate e spegnimento di un’auto incendiata.
Colgo l’occasione per ricordare le regole di base cui dobbiamo attenerci in caso di incidente.
- Mettere immediatamente in sicurezza l’area dell’incidente, circoscrivendola e deviando con ogni mezzo possibile il traffico, in modo da evitare ulteriori incidenti e danni a se stessi.
- Non spostare assolutamente l’infortunato, né provare a togliergli il casco; limitarsi soltanto ad aprirgli la visiera, se possibile, a chiedergli come si sente, per valutare la gravità dei danni e verificare se è cosciente, e a stringergli la mano, anche forte, se serve.
- In caso di incendio, se avete un estintore potete provare a spegnerlo soltanto se è un principio, perché come le fiamme si propagano un po’, non c’è niente da fare se non allontanarsi.
- Chiamare il 118 e, se necessario, il 115, indicando subito le circostanze e il luogo dell’incidente, lasciare il numero del cellulare da cui si chiama e lasciarlo assolutamente libero per eventuali ulteriori chiamate dai mezzi di soccorso.
L’evento clou della giornata è stato un test tanto interessante quanto spettacolare: uno stuntman che indossava una speciale giacca munita di airbag ha eseguito una frenata di panico a 80 km/h con conseguente scivolata a terra, uscendone completamente illeso anche grazie all’impeccabile funzionamento del dispositivo.
La FMI è impegnata in una collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al fine di risolvere i problemi connessi con la prossima introduzione (obbligatoria entro il 2011) della patente per la guida dei ciclomotori. Essa sarà rilasciata dopo aver sostenuto un test teorico e una prova pratica analoga a quella dell’attuale patente A, e sostituirà l’attuale patentino, che prevede solo un blando esame teorico.
Vision Zero ha potuto incontrare il Presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Paolo Sesti, e il Direttore del Centro Superiore Ricerche e Prove, Giovanni Caruso. In occasione dell’incontro, abbiamo proposto di modificare la prova pratica per il rilascio delle patenti di guida per le due ruote, introducendo obligatoriamente la frenata d’emergenza, e di adottare una patente per la guida delle moto di elevata potenza. Continueremo a martellare su quest’argomento in tutte le sedi possibili.
Guarda i video:
Roma è la città più pericolosa d’Europa
NEL 2008 8-10 MORTI AL GIORNO IN ITALIA; CENTRI URBANI A RISCHIO
(ANSA) – ROMA, 13 OTT – Roma e’ la citta’ europea piu’ pericolosa sotto il profilo della sicurezza stradale e i centri italiani hanno un livello di rischio superiore a quello delle altre citta’ d’Europa: tre incidenti su quattro si verificano sulle strade cittadine. Un primato allarmante. Gli incidenti stradali appaiono sempre piu’ come una vera e propria emergenza nazionale – con una media di 8-10 morti ogni giorno e costi
attorno ai 34 miliardi l’anno – all’interno di una piu’ ampia un’emergenza europea. Ogni anno, fa sapere l’Aci, nelle 27 capitali europee muoiono 24 mila persone sulle strade: la meta’ sono minorenni, 5.000 sono bambini. Pedoni, motociclisti e, appunto, bambini, le categorie piu’ esposte: basti dire che in Europa il 40% dei bimbi viaggia in auto senza seggiolino e fra i pedoni si registra una media di due morti e 55 feriti al giorno.
Proprio il tema della sicurezza sulle arterie dei centri urbani e’ stato scelto, quest’anno, come leit motiv della seconda Giornata europea per la sicurezza stradale, che ha avuto il suo epicentro a Parigi, ma ha coinvolto anche in Italia scolaresche, associazioni, istituzioni, enti locali in uno sforzo comune di sensibilizzazione al problema.
Se il numero di incidenti stradali in Italia risulta in calo rispetto a qualche anno fa, ad aumentare notevolmente sono soprattutto le vittime nelle aree urbane. I dati diffusi oggi dalla Fondazione Ania, che fa capo all’associazione delle compagnie assicurative italiane, indicano che ogni quattro incidenti con danni alle persone, tre si verificano in ambito urbano: un fenomeno che nel 2007 ha provocato con 2.600 morti e 210.000 feriti. Non solo. Stando alle statistiche Ue, su 27 capitali europee, Roma e’ risultata, nel corso dell’ultimo decennio, la citta’ piu’ pericolosa, battendo centri del calibro di Parigi, Londra, Barcellona o Stoccolma. A rischiare di piu’, e’ soprattutto chi viaggia su scooter e motocicli: l’85% degli incidenti e il 50% dei decessi su due ruote – ricorda l’Aci – avvengono proprio in citta’.
In generale, in Italia il numero delle vittime sulle strade, sebbene in discesa, resta molto alto. In base alle ultime rilevazioni di Polstrada e Carabinieri, tra gennaio e settembre 67.586 persone sono rimaste ferite, il 10% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Altre 2.294 hanno perso la vita, 174 in meno. Ma in media annua questo vuol dire che si sono avuti tra gli 8 e i 10 decessi ogni giorno. Un numero che
va ridotto, ”e’ una priorita’ politica”, ha detto oggi a Bruxelles il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani. Anche perche’ nelle pieghe di queste cifre, si nascondono specifiche casistiche che riguardano proprio i soggetti piu’ esposti. Il ministro dei Trasporti, Matteoli, ricordava pochi giorni fa che
in Italia ogni anno si contano mille morti e 25 mila feriti all’anno solo tra pedoni e ciclisti.