Vorrei cominciare con questo post una serie di piccole indagini su quanto si fa all'estero per la sicurezza stradale in termini di comunicazione. Se la riduzione dell'incidentalità stradale e del numero delle vittime è un obiettivo comune a tutti i governi dei paesi sviluppati, non altrettanto condivisi sono i mezzi e le metodologie messe in campo per raggiungere tali obiettivi.
Le campagne di sensibilizzazione sono particolarmente interessanti, rispecchiano chiaramente i diversi approcci e le diverse sensibilità verso uno stesso problema. Sono anche un argomento spesso controverso, soprattutto in Italia. Una delle obiezioni che più spesso viene sollevata nel nostro Paese riguarda l'efficiacia di tali campagne, quindi l'opportunità o meno di spenderci soldi che potrebbero essere utilizzati in opere più concrete.
La seconda ha a che fare con lo stile che viene impiegato per tali campagne. La maggior parte degli spot televisivi e della cartellonistica utilizzata all'estero, soprattutto nel Nord Europa, è molto diretta, non usa metafore, mostra il morto se necessario, fa leva sulle emozioni e le paure del pubblico a cui è rivolta. Nel nostro Paese invece le campagne di sensibilizzazione (invero piuttosto rare) che arrivano sui principali canali televisivi e sulla stampa sono molto "soft", fanno largo uso di metafore, inquadrature fuori campo e di sottintesi, evitando di mostrare immagini crude.
Chi scrive ritiene che il nostro approccio sia poco efficace… ma prima di approfondire la situazione italiana, diamo uno sguardo in casa dei nostri vicini.
THINK! – Road Safety è l'iniziativa lanciata dal Ministero dei Trasporti Britannico nel 2000, allo scopo di unire sotto un unico marchio tutte le campagne e le iniziative di sensibilizzazione ai problemi della sicurezza stradale.
