2 aprile 2010

Vision Zero esclusa dal bando sulla sicurezza stradale del Ministero della Gioventù

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Il progetto con il quale l’Associazione Vision Zero ONLUS ha partecipato al bando del Ministero della Gioventù per la sicurezza stradale nel marzo 2009 è risultato idoneo, ma non è stato ammesso al finanziamento.

Qualche informazione sui progetti ammessi (16 in tutto); i testi virgolettati sono tratti dai siti degli enti cui si riferiscono.

  1. Il primo classificato, “ANIA Campus 2009″, fa capo all’Associazione ANIA per la Sicurezza Stradale, sul cui impegno in materia non abbiamo nulla da eccepire.
  2. Il secondo, “A tutto G.A.S.S. – Le olimpiadi della responsabilità”, è stato presentato dall’ICS associati, “un Istituto senza fini di lucro, i cui principali scopi istituzionali sono la promozione e lo sviluppo della ricerca e della cultura in generale,del livello e della qualità dell’apprendimento individuale e collettivo,del livello e del benessere sociale ed economico del territorio calabrese” (cito dal loro sito web). Niente a che vedere con la sicurezza stradale, dunque. Inoltre, il bando prevede che i progetti debbano estendersi su almeno due regioni, il che rende il progetto ICS incompatibile con la propria mission o con il bando.
  3. Il terzo, “Due mari di sicurezza”, è dell’Associazione Generale delle Cooperative Italiane, che quindi si occupa di cooperative e non di sicurezza stradale. Dei suoi settori, l’unico vagamente compatibile con la sicurezza stradale potrebbe essere quello denominato “Solidarietà”, ma esso “promuove e sviluppa l’attività delle cooperative associate sul piano tecnico-economico, assicurando il coordinamento sul piano organizzativo ed operativo al fine di elevarne la caratterizzazione professionale ed imprenditoriale; suscita nelle comunità la propensione alla individuazione dei fabbisogni da soddisfare prioritariamente, la consapevolezza della necessità di assumere il compito di identificare soluzioni, strumenti, risorse per soddisfarli, e di partecipare direttamente al controllo e alla valutazione delle attuazioni; promuove nei territori la costituzione di organismi associativi, intercooperativi e consortili; raccoglie dati ed informazioni sull’attività degli enti associati al fine di adeguare la propria azione alle reali esigenze di questi ultimi; assume ogni iniziativa diretta allo sviluppo della cooperazione del settore anche in collegamento con i movimenti del comparto solidarietà delle altre Centrali; partecipa o svolge direttamente, autonomamente o su delega della Presidenza Nazionale dell’A.G.C.I. convegni e seminari; promuove ed organizza corsi per la formazione e la qualificazione degli operatori e tecnici del settore; promuove, nell’esplicazione della tutela degli enti associati, l’instaurazione di corretti ed efficienti rapporti con gli interlocutori istituzionali, amministrativi e rappresentanti le professioni, le forze politiche e sociali; promuove in accordo con l’A.G.C.I. il servizio civile in tutte le sue espressioni e operare concretamente per l’inserimento degli obiettori nelle società cooperative e nelle strutture dell’organizzazione.” Quindi non c’entra nulla neanche questo.
  4. Il quarto si intitola “”Guido con Prudenza – Laboratori civici formativi” ed è dell’Associazione Hypocrites, che a quanto risulta dal web sarebbe una compagnia teatrale.
  5. Il quinto, “Riprendimoci il divertimento”, è dei Giovani Professionisti Italiani, un’associazione che ha il fine di “valorizzare il merito ed il ricambio generazionale”, senza alcuna connessione con la sicurezza stradale.
  6. Il sesto, “”Mamma sogni d’oro”, è dell’Associazione Help Handicap, che opera esclusivamente nella Marsica (Avezzano e dintorni) e le sue iniziative sono comunque sempre volte all’integrazione ed all’inclusione sociale delle famiglie italiane e straniere con persone disabili al proprio interno. Opera su tutto il territorio Marsicano ed ha l’obiettivo di tutelare i diritti civili, la salvaguardia della vita indipendente, l’autonomia della singola persona svantaggiata e della sua famiglia. Sicurezza stradale? Macché. Almeno due regioni? Ri-macché.
  7. Il settimo progetto, “Sulla buona strada”, è dell’ASI CIAO, un ente che “promuove iniziative culturali che tendono alla riscoperta del tessuto comunitario nazionale. Attraverso l’organizzazione di grandi eventi, mostre, fiere, rappresentazioni teatrali e concerti, l’ente è impegnato con le Istituzioni culturali e la Pubblica Amministrazione per contribuire alla valorizzazione della cultura tradizionale, dell’identità storica e artistica delle nostre città. Dalla letteratura all’enogastronomia, dalla musica all’editoria dalla drammaturgia al cabaret, dal tempo libero al turismo sociale, dalla tutela dell’ambiente al volontariato alla protezione civile.”

Mi fermo qui.

Osservo soltanto che il bando prevede all’art. 5 comma 2 che “Possono essere soggetti proponenti, purché costituiti anteriormente alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’estratto del presente bando e la cui ordinaria attività e le cui finalità istituzionali non siano incompatibili con le finalità del presente bando”.

Rilevo inoltre che il bando stesso “ha lo scopo di promuovere progetti finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale anche attraverso attività di formazione, iniziative di divulgazione e sensibilizzazione nei confronti dei giovani, volte a promuovere modelli di comportamento responsabile alla guida, nel rispetto delle regole del Codice della strada.” (Art. 1).

Alla luce di tali evidenze, l’Associazione Vision Zero sta valutando l’ipotesi di ricorrere contro la decisione della commissione giudicatrice.

15 marzo 2009

Vizion Zero partecipa al bando della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulla sicurezza stradale

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Il Dipartimento per la Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha indetto un bando di concorso per la sicurezza stradale, che ha lo scopo di promuovere progetti finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale in Italia, attraverso campagne educative e informative rivolte in particolare a giovani fino a 35 anni.

Vision Zero intende cercare di cogliere quest’occasione, attraverso un progetto (che ovviamente è top secret) in fase avanzata di definizione.

Aggiudicarsi il bando sarebbe una buona occasione per realizzare qualcosa di veramente utile in materia di sicurezza stradale, un argomento sul quale le idee non ci mancano davvero.

Incrociamo tutti le dita!

Vision Zero a “La borsa e la vita” su Rai Radio 1

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Il 12 marzo Vision Zero ha partecipato alla trasmissione “La Borsa e la vita”, in una puntata che, tra l’altro, trattava il tema della riduzione degli incidenti stradali.

Lo spunto era la pubblicazione sul Corriere della Sera di un articolo nel quale venivano riportate alcune cifre sull’incidentalità stradale italiana nel 2007, enfatizzando la riduzione dei decessi e degli incidenti rispetto all’anno precedente. La realtà però non è così rosea.

Ascolta e scarica la puntata in formato MP3.

Ringraziamo ancora Roberto Zampa per l’invito a partecipare alla trasmissione.

17 febbraio 2009

Vision Zero partecipa alla consultazione UE sulla sicurezza dei motocicli

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La Commissione Europea ha lanciato una consultazione per raccogliere il punto di vista dei soggetti interessati (singoli e organizzazioni) su alcune proposte relative alla sicurezza stradale e all’impatto ambientale dei motocicli e dei quadricicli, nell’ambito di un nuovo progetto di regolamentazione integrata della materia.

Visto che l’argomento ci interessa, abbiamo sottomesso le nostre risposte alle domande relative alla sicurezza, riguardanti in particolare l’eventuale obbligo di installazione di sistemi antibloccaggio sui motocicli.

Di seguito il testo della lettera da noi inviata.

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We are a non-profit association which aim is to improve road safety in Italy and to protect the rights of weak users of the road.

As stakeholder, we submit our answer to several questions of your document “Public consultation on a proposal for a Framework Regulation of the European Parliament and of the Council on type-approval of two- and three wheel motor vehicles and quadricycles”.

 

Question 6: What is your view on the mandatory fitting of ABS on all motorcycles? Why?

We think that any motorcycle should be fitted with an ABS system, because it is effective in reducing accidents avoiding any slipping and consequent floor crash during panic-stops.

 

Question 7: In your opinion, are there other/supplementary solutions better suited for certain categories (i.e. coupled braking, stability control systems, etc.) that would produce the same/better effect at better costs?

Coupled braking helps in avoiding locks and preserving stability, and could be used instead of ABS on slower motorcycles, for cost reduction.

We also believe that all motorcycles equipped with ABS should also be fitted with a traction control system; it is effective to avoid sleeping for over-torque and consequent crashes, and it represents a quasi zero additional cost, because it works through the ABS electronics and sensors.

 

Thank you for this opportunity.

23 gennaio 2009

Conclusi i lavori del Tavolo per la riforma del Codice della strada

Archiviato in: Attività — Tag:, — cangeletti @ 17:20

Con l’incontro di Ieri, avvenuto a Roma presso la sede del Dipartimento per i Trasporti Terrestri del Ministero dei Trasporti, si sono conclusi i lavori del tavolo di lavoro costituito dal Ministro dei Trasporti per la riforma del Codice della strada.

Le attività si sono svolte nell’arco di quattro incontri, ciascuno incentrato su un tema: persone, veicoli, infrastrutture e circolazione.

Obiettivo del Tavolo era raccogliere dalla società civile (erano presenti quasi tutte le associazioni coinvolte nel settore della circolazione stradale) suggerimenti utili alla stesura della legge delega per la stesura del nuovo codice della strada.

Al termine dei lavori, il Capo del Dipartimento per i trasporti terrestri e il trasporto intermodale, ing. Amedeo Fumero, ha assicurato che i suggerimenti raccolti saranno tenuti in considerazione nella stesura della legge delega e ha affermato che le associazioni partecipanti saranno coinvolte anche successivamente, nella stesura del codice vero e proprio.

Vision Zero era presente agli ultimi due incontri e ha partecipato attivamente alla discussione, fornendo spunti e suggerimenti che speriamo saranno utili.

Un documento contenente le proposte dell’Associazione è stato consegnato oggi alla segreteria del Dipartimento per i Trasporti Terrestri. Si riporta di seguito il testo integrale delle nostre proposte.

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Roma, 23 gennaio 2009

 

Gruppo di Riforma del Codice della Strada

Proposte dell’Associazione Vision Zero ONLUS

 

Principi generali

 

Noi di Vision Zero ONLUS crediamo fortemente che il nuovo Codice della strada debba essere realizzato tenendo conto di alcuni principi generali, fondamentali ai fini della sicurezza e dell’efficienza della circolazione stradale.

 

1.     La nostra legislazione faccia esplicitamente proprio lo spirito della risoluzione “Vision Zero”, adottata dal parlamento Svedese nel 1997 come linea guida per tutte le attività riguardanti la circolazione stradale, che si basa su un presupposto tanto semplice quanto rivoluzionario: la perdita di vite umane nel traffico è inaccettabile.

Per tendere realmente a questo risultato, è necessario che:

  • le infrastrutture vengano adeguate maggiormente alle capacità e alle caratteristiche degli esseri umani;
  • le strade, i veicoli e gli utenti della strada diventino un sistema integrato per la sicurezza, dove tutti i soggetti – amministrazioni pubbliche, progettisti, gestori, forze dell’ordine e utenti pubblici e privati – cooperano tra loro assumendosi la propria quota di responsabilità.

 

2.     La circolazione stradale non sia pensata esclusivamente in funzione degli autoveicoli, bensì tenendo conto anche della presenza degli utenti deboli della strada: disabili, bambini, anziani, pedoni in genere, ciclisti e motociclisti.

A tale scopo, servono:

  • dovunque possibile, marciapiedi e corsie riservate ai ciclisti in tutte le strade urbane ed extraurbane;
  • la reale eliminazione di ogni limite alla circolazione dei disabili;
  • barriere stradali e in generale infrastrutture sicure anche per i veicoli a due ruote.

 

3.     La circolazione veicolare nelle aree metropolitane sia gestita per quello che è: un’emergenza da risolvere.

Nelle nostre città regna un caos indistinto, dove un numero elevatissimo di veicoli e in particolare di mezzi a due ruote circola allo stato brado in un reticolo viario che non ha neanche la parvenza di un sistema.

Tutto ciò è fonte di elevatissimi tassi di incidentalità e mortalità, sotto gli occhi di tutti, di costi e diseconomie ingenti e di gravi limitazioni alla mobilità per tutti gli utenti deboli della strada.

Per risolvere questa emergenza è a nostro avviso indispensabile:

  • creare reti di trasporto pubbliche efficaci da offrire come valida alternativa al trasporto privato;
  • realizzare reti autostradali urbane, il più possibile prive di intersezioni e con limite elevato a 70 km/h, che consentano di accorciare i lunghissimi tempi di attraversamento delle nostre città;
  • realizzare sistemi di segnaletica capillari che consentano a tutti gli utenti un facile orientamento negli agglomerati urbani;
  • prevedere l’istituzione, nelle vie a forte densità di traffico, di corsie e spazi preferenziali riservate ai motocicli.

 

4.     Le nuove norme siano semplici e chiare da adottare e da comprendere, con comportamenti vietati e relative sanzioni definiti con precisione.

 

5.     Il nuovo Codice della Strada sia davvero realtà su tutto il territorio nazionale, magari attraverso l’istituzione di un ufficio in seno al Ministero, adeguatamente finanziato, in grado di verificare realmente ed efficacemente di conformità alla normativa della rete viaria nazionale e locale.

 

Proposte di dettaglio

Accertamento delle infrazioni

1.     Certificazione apparecchi di misurazione

Introdurre esplicitamente l’obbligo della taratura periodica di tali strumenti.

Circolazione

2.     Leggibilità della targa

Definire chiaramente le sanzioni per tutti i casi di non visibilità della targa attualmente non disciplinati con chiarezza: targa sporca, targa “accidentalmente” coperta da foulard, catene o altro, targa inclinata in modo irregolare.

Definire il divieto di installazione ed uso dei portatarga universali reclinabili.

Fissare una sanzione esemplare per chi con queste modalità occulta anche solo parzialmente o accidentalmente il proprio numero di targa allo scopo di sfuggire all’identificazione da parte delle Forze dell’Ordine.

3.     Transito dei motoveicoli sulle corsie di emergenza

Consentire, in caso di arresto del traffico, il transito dei mezzi a due ruote lungo le corsie di emergenza, con un limite di velocità idoneo, visto che tali veicoli possono sgombrare rapidamente la corsia nel caso di passaggio di un mezzo di soccorso.

4.     Tolleranza per il superamento dei limiti di velocità

Fermi restando i limiti di velocità attuali e il divieto del loro superamento, fissare un margine minimo oltre il limite di velocità (si propongono 10 km/h) al di sotto del quale non sia prevista alcuna sanzione. Ciò consentirebbe di:

  • evitare l’invio di un elevato numero di verbali con violazioni marginali (spesso anche di 1 km/h al netto della tolleranza prevista);
  • evitare nell’utente la sensazione che si tratti di una differenza tanto piccola da poter essere dovuta ad errori di rilevazione;
  • di conseguenza, ridurre il numero dei ricorsi. 

Guida

5.     Introduzione di prove di guida sicura per il conseguimento della patente

Insegnare nei corsi per il conseguimento della patente le basi della guida sicura e introdurre almeno un test di frenata al limite su fondo asciutto e bagnato con evitamento di ostacolo.

6.     Introduzione di test teorico-pratici per la revisione della patente

Introdurre, oltre alla visita medico, un esame volto a verificare la conoscenza del codice vigente e il possesso dell’effettiva capacità di guidare un veicolo.

7.     Calzature

Reintrodurre l’obbligo di calzature chiuse e, per gli utenti delle due ruote, dotate di suole in gomma antiscivolo.

Infrastrutture

8.     Corsie e spazi preferenziali per motocicli

Nei centri urbani i motoveicoli, il cui numero è divenuto abnorme a causa della carenza di reti di trasporto pubbliche e della bassissima velocità di un traffico congestionato, si muovono in maniera estremamente pericolosa, e le statistiche sull’incidentalità stanno a confermarlo. In particolare, i mezzi a due ruote si spostano sull’asse di mezzeria, spesso sconfinando nel senso opposto di marcia.

Costringere gli utenti delle due ruote – che comportano la riduzione del numero di autovetture in circolazione e la riduzione del fabbisogno di spazi e parcheggi nelle aree urbane – a spostarsi come se fossero mezzi a quattro ruote non ha senso (tanto varrebbe usare l’auto, con conseguente perdita dei vantaggi per il singolo e per la collettività), oltre ad essere evidentemente impossibile.

Il problema potrebbe essere gestito realizzando, nelle strade urbane a forte densità di traffico, corsie riservate alla marcia dei motocicli.

Trattandosi di veicoli di larghezza ridotta, basterebbe poco, una corsia di un metro circa, nella quale il traffico a due ruote potrebbe scorrere riducendo al minimo le interferenze con il traffico a quattro ruote.

Utile sarebbe anche l’introduzione di una doppia striscia di arresto in corrispondenza dei semafori, con creazione tra le due strisce di uno spazio riservato all’arresto dei veicoli a due ruote (soluzione adottata su alcuni tratti stradali urbani in Francia).

9.     Durata del giallo uniforme su tutto il territorio nazionale

Fissare una durata del giallo semaforico uguale (si propone un tempo si 3 s) su tutto il territorio nazionale, in modo da dare agli utenti la certezza di tale dato e consentirgli di tenere il comportamento migliore in ogni circostanza.

Sappiamo che non tutti gli incroci sono uguali, perché hanno tempi di attraversamento diversi. Il problema può essere risolto facilmente, ritardando opportunamente l’accensione del verde nell’altra direzione, in funzione del tempo di attraversamento.

Ad esempio, ipotizziamo un incrocio molto grande, lungo 55 metri, tale che a 40 km/h venga percorso in circa 5 s. Scatta il giallo, passano tre secondi e scatta il rosso, ma il verde nell’altra direzione non scatta subito, bensì dopo altri 5 secondi; in questo modo, chi è passato al termine del giallo ha tutto il tempo per sgombrare l’incrocio, e la sicurezza della circolazione è garantita.

10. Motivazione esplicita ai limiti di velocità particolari

Rendere obbligatorio segnalare la motivazione per cui è stato apposto un limite particolare di velocità, in modo da:

  • eliminare la sensazione, frequentissima, che tale limite sia stato apposto a casaccio;
  • conseguentemente, rafforzare il rispetto per tale segnalazione.

 

 

7 gennaio 2009

Nasce il progetto SafeBike Roma

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SafeBike Roma è un progetto lanciato da Vision Zero ONLUS per la messa in sicurezza delle strade che costituiscono un pericolo per gli utenti delle due ruote.

Tutti i dettagli nella pagina dedicata.

Vision Zero collabora alla riforma del Codice della Strada

Archiviato in: Attività — Tag:, — cangeletti @ 10:50

L’Associazione è stata invitata a partecipare al tavolo di lavoro recentemente costituito dal Ministro dei Trasporti per la riforma del Codice della strada.
La prima riunione alla quale parteciperemo, avente per oggetto le infrastrutture stradali, si terrà domani alle 16 presso la presso la sede del Dipartimento per i Trasporti Terrestri del Ministero dei Trasporti.
Al tavolo partecipano costruttori automobilistici, associazioni dei consumatori e delle categorie professionali legate al mondo dei trasporti, enti pubblici e altri soggetti.
Ringraziamo il responsabile del Dipartimento per aver accolto la nostra richiesta.

28 novembre 2008

Il Comandante della Polizia Municipale…

… ci informa di aver girato la nostra richiesta all’Ufficio di Statistica e Censimento del Comune di Roma.

Attendiamo fiduciosi gli sviluppi.

1 novembre 2008

Dove avvengono gli incidenti più gravi a Roma?

E’ quello che abbiamo chiesto al Comandante della Polizia Municipale; come associazione avente per oggetto la sicurezza stradale, infatti, abbiamo un interesse diretto a conoscere tali dati, che per tale motivo devono essere resi disponibili a norma della Legge 241/1990.

Non appena otterremo le informazioni richieste, faremo un’analisi dei luoghi più pericolosi e realizzeremo proposte per la loro messa in sicurezza, da inoltrare al comune e alle circoscrizioni, secondo le relative competenze.

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