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	<title>Associazione Vision Zero ONLUS - Blog</title>
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	<description>SIcurezza per gli utenti deboli della strada</description>
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		<title>Helmets MotoClub</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 14:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cangeletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Un gruppo di giovani motociclisti con base a Marano di Napoli (NA) ha di recente fondato l&#8217;Helmets MotoClub (http://www.helmetsmotoclub.it/), che come dice il nome, intende sensibilizzare i giovani all&#8217;uso del casco e in generale alla sicurezza stradale.
Il mancato rispetto della legge sull&#8217;uso del casco è difficile da credere per   chi non vive nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un gruppo di giovani motociclisti con base a Marano di Napoli (NA) ha di recente fondato l&#8217;Helmets MotoClub (<a href="http://www.helmetsmotoclub.it/" target="_blank">http://www.helmetsmotoclub.it/</a>), che come dice il nome, intende sensibilizzare i giovani all&#8217;uso del casco e in generale alla sicurezza stradale.</p>
<p>Il mancato rispetto della legge sull&#8217;uso del casco è difficile da credere per   chi non vive nella realtà napoletana, ma purtroppo in quell&#8217;area sono ancora troppi coloro che non ne fanno uso, e le statistiche sanitarie ed i rapporti delle forze dell&#8217;ordine lo confermano.</p>
<p>Così si presentano sul loro sito i fondatori del MotoClub.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Helmets MotoClub nasce nel 2010 dalla passione di un gruppo di Amici amanti delle moto, e della sicurezza ed elegge a suo motto:<br />
</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“ Chi rinuncia alla sicurezza per raggiungere la libertà,</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>non merita né sicurezza né libertà ”</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Girando per le strade per dare sfogo alla nostra passione, abbiamo notato che molti non sono consapevoli delle drammatiche conseguenze del mancato rispetto di piccole ma fondamentali regole di sicurezza, prima fra tutte l’uso del casco.<br />
</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Potevamo continuare per la nostra strada, ma per dare un senso alla nostra passione, abbiamo deciso di fondare il nostro Club, chiamandolo Helmets, ossia caschi, proprio allo scopo di portare sempre con noi un chiaro messaggio rivolto a giovani e genitori:</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“IL CASCO TI SALVA LA VITA ”</em></p>
<p>Iniziative come questa sono lodevoli, perciò all&#8217;Helmets MotoClub vanno tutta la nostra stima e il nostro appoggio.</p>
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		<title>Report e la Sicurezza Stradale</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2010/04/23/report-e-la-sicurezza-stradale/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 13:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Cartia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il servizio di Report dell&#8217;11 Aprile 2010


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il servizio di Report dell&#8217;11 Aprile 2010</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ATC6gFmMVf4&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ATC6gFmMVf4&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uBRexPQJftc&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/uBRexPQJftc&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
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		<title>Vision Zero esclusa dal bando sulla sicurezza stradale del Ministero della Gioventù</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2010/04/02/vision-zero-esclusa-dal-bando-sulla-sicurezza-stradale/</link>
		<comments>http://www.visionzero.org/blog/2010/04/02/vision-zero-esclusa-dal-bando-sulla-sicurezza-stradale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 23:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cangeletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto con il quale l&#8217;Associazione Vision Zero ONLUS ha partecipato al bando del Ministero della Gioventù per la sicurezza stradale nel marzo 2009 è risultato idoneo, ma  non è stato ammesso al finanziamento.
Qualche informazione sui progetti ammessi (16 in tutto); i testi virgolettati sono tratti dai siti degli enti cui si riferiscono.

Il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto con il quale l&#8217;Associazione Vision Zero ONLUS ha partecipato al bando del Ministero della Gioventù per la sicurezza stradale nel marzo 2009 è risultato idoneo, ma  non è stato ammesso al finanziamento.</p>
<p>Qualche informazione sui progetti ammessi (16 in tutto); i testi virgolettati sono tratti dai siti degli enti cui si riferiscono.</p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li>Il primo classificato, &#8220;ANIA  Campus 2009&#8243;, fa capo all&#8217;Associazione ANIA per la Sicurezza Stradale,  sul cui impegno in materia non abbiamo nulla da eccepire.</li>
<li>Il secondo, &#8220;A tutto G.A.S.S. &#8211; Le olimpiadi della responsabilità&#8221;,   è stato presentato dall&#8217;ICS associati, &#8220;un Istituto senza fini di  lucro, i cui principali scopi istituzionali sono la promozione e lo  sviluppo della ricerca e della cultura in generale,del livello e della  qualità dell’apprendimento individuale e collettivo,del livello e del  benessere sociale ed economico del territorio calabrese&#8221; (cito dal loro  sito web). Niente a che vedere con la sicurezza stradale, dunque.  Inoltre, il bando prevede che i progetti debbano estendersi su almeno  due regioni, il che rende il progetto ICS incompatibile con la propria  mission o con il bando.</li>
<li>Il terzo, &#8220;Due mari di sicurezza&#8221;, è dell&#8217;Associazione Generale  delle Cooperative Italiane, che quindi si occupa di cooperative e non di  sicurezza stradale. Dei suoi settori, l&#8217;unico vagamente compatibile con  la sicurezza stradale potrebbe essere quello denominato &#8220;Solidarietà&#8221;,  ma esso &#8220;promuove e sviluppa l&#8217;attività delle cooperative associate sul  piano tecnico-economico, assicurando il coordinamento sul piano  organizzativo ed operativo al fine di elevarne la caratterizzazione  professionale ed imprenditoriale; suscita nelle comunità la propensione  alla individuazione dei fabbisogni da soddisfare prioritariamente, la  consapevolezza della necessità di assumere il compito di identificare  soluzioni, strumenti, risorse per soddisfarli, e di partecipare  direttamente al controllo e alla valutazione delle attuazioni; promuove  nei territori la costituzione di organismi associativi, intercooperativi  e consortili; raccoglie dati ed informazioni sull&#8217;attività degli enti  associati al fine di adeguare la propria azione alle reali esigenze di  questi ultimi; assume ogni iniziativa diretta allo sviluppo della  cooperazione del settore anche in collegamento con i movimenti del  comparto solidarietà delle altre Centrali; partecipa o svolge  direttamente, autonomamente o su delega della Presidenza Nazionale  dell&#8217;A.G.C.I. convegni e seminari; promuove ed organizza corsi per la  formazione e la qualificazione degli operatori e tecnici del settore;  promuove, nell&#8217;esplicazione della tutela degli enti associati,  l&#8217;instaurazione di corretti ed efficienti rapporti con gli interlocutori  istituzionali, amministrativi e rappresentanti le professioni, le forze  politiche e sociali; promuove in accordo con l&#8217;A.G.C.I. il servizio  civile in tutte le sue espressioni e operare concretamente per  l&#8217;inserimento degli obiettori nelle società cooperative e nelle  strutture dell&#8217;organizzazione.&#8221; Quindi non c&#8217;entra nulla neanche questo.</li>
<li>Il quarto si intitola &#8220;&#8221;Guido con Prudenza &#8211; Laboratori civici  formativi&#8221; ed è dell&#8217;Associazione Hypocrites, che a quanto risulta dal  web sarebbe una compagnia teatrale.</li>
<li>Il quinto, &#8220;Riprendimoci il divertimento&#8221;, è dei Giovani  Professionisti Italiani, un&#8217;associazione che ha il fine di &#8220;valorizzare  il merito ed il ricambio generazionale&#8221;, senza alcuna connessione con la  sicurezza stradale.</li>
<li>Il sesto, &#8220;&#8221;Mamma sogni d&#8217;oro&#8221;, è dell&#8217;Associazione Help Handicap,  che opera esclusivamente nella Marsica (Avezzano e dintorni) e le sue  iniziative sono comunque sempre volte all&#8217;integrazione ed all&#8217;inclusione  sociale delle famiglie italiane e straniere con persone disabili al  proprio interno. Opera su tutto il territorio Marsicano ed ha  l&#8217;obiettivo di tutelare i diritti civili, la salvaguardia della vita  indipendente, l&#8217;autonomia della singola persona svantaggiata e della sua  famiglia. Sicurezza stradale? Macché. Almeno due regioni? Ri-macché.</li>
<li>Il settimo progetto, &#8220;Sulla buona strada&#8221;, è dell&#8217;ASI CIAO, un ente  che  &#8220;promuove iniziative culturali che tendono alla riscoperta del  tessuto comunitario nazionale. Attraverso l’organizzazione di grandi  eventi, mostre, fiere, rappresentazioni teatrali e concerti, l’ente è  impegnato con le Istituzioni culturali e la Pubblica Amministrazione per  contribuire alla valorizzazione della cultura tradizionale,  dell’identità storica e artistica delle nostre città. Dalla letteratura  all’enogastronomia, dalla musica all’editoria dalla drammaturgia al  cabaret, dal tempo libero al turismo sociale, dalla tutela dell’ambiente  al volontariato alla protezione civile.&#8221;</li>
</ol>
<p>Mi fermo qui.</p>
<p>Osservo soltanto che il bando prevede all&#8217;art. 5 comma 2 che &#8220;Possono essere soggetti proponenti, purché costituiti anteriormente alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’estratto del presente bando e la cui ordinaria attività e le cui finalità istituzionali non siano incompatibili con le finalità del presente bando&#8221;.</p>
<p>Rilevo inoltre che il bando stesso &#8220;ha lo scopo di promuovere progetti finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale anche attraverso attività di formazione, iniziative di divulgazione e sensibilizzazione nei confronti dei giovani, volte a promuovere modelli di comportamento responsabile alla guida, nel rispetto delle regole del Codice della strada.&#8221; (Art. 1).</p>
<p>Alla luce di tali evidenze, l&#8217;Associazione Vision Zero sta valutando l&#8217;ipotesi di ricorrere contro la decisione della commissione giudicatrice.</p>
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		<title>E&#8217; online la nostra nuova guida &#8220;L&#8217;ARTE DELLA SICUREZZA IN MOTO&#8221;</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2010/02/15/e-online-la-nostra-nuova-guida-larte-della-sicurezza-in-moto/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 23:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cangeletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una gestazione durata quasi due anni, siamo finalmente lieti di pubblicare la nostra nuova guida completa all&#8217;uso sicuro della moto, ad opera di Claudio Angeletti.
Per ulteriori dettagli e per scaricare la guida, vai alla pagina dedicata.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una gestazione durata quasi due anni, siamo finalmente lieti di pubblicare la nostra nuova guida completa all&#8217;uso sicuro della moto, ad opera di Claudio Angeletti.</p>
<p>Per ulteriori dettagli e per scaricare la guida, vai alla <a href="http://www.visionzero.org/blog/arte-della-sicurezza-in-moto/">pagina dedicata</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cinquemila morti ma per le strade non c&#8217;è un Euro.</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2009/11/03/cinquemila-morti-ma-per-le-strade-non-ce-un-euro/</link>
		<comments>http://www.visionzero.org/blog/2009/11/03/cinquemila-morti-ma-per-le-strade-non-ce-un-euro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 12:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Cartia</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>

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		<description><![CDATA[In Finanziaria spariscono i fondi per la manutenzione
di Daniele Martini
	
Manutenzione delle strade zero.
Mentre il &#8216;governo del fare&#8217; continua a baloccarsi con il Ponte sullo Stretto, sapete quanto stanzia davvero con la Finanziaria 2010 per tenere in sesto le grandi vie di comunicazione, cio&#232; i circa 22 mila chilometri di pertinenza dell&#8217;Anas? Zero euro, appunto. Niente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>In Finanziaria spariscono i fondi per la manutenzione</h2>
<p><em>di Daniele Martini<br />
	</em></p>
<p>Manutenzione delle strade zero.</p>
<p>Mentre il &lsquo;governo del fare&rsquo; continua a baloccarsi con il Ponte sullo Stretto, sapete quanto stanzia davvero con la Finanziaria 2010 per tenere in sesto le grandi vie di comunicazione, cio&egrave; i circa 22 mila chilometri di pertinenza dell&rsquo;Anas? Zero euro, appunto. Niente. Nonostante il piano quadriennale di investimenti dell&rsquo;azienda pubblica delle strade prevedesse per l&rsquo;anno prossimo un fabbisogno di 1.660 milioni. Un dato che fa impressione, tanto pi&ugrave; perch&eacute; spunta proprio alla vigilia del World Day of Remembrance delle vittime della strada dichiarato dall&rsquo;Onu per il 15 novembre.</p>
<p>Tra la manutenzione e i morti sull&rsquo;asfalto, infatti, la relazione &egrave; strettissima: pi&ugrave; le vie sono maltenute, pi&ugrave; cresce il tasso di incidentalit&agrave;.</p>
<p><span id="more-425"></span></p>
<p>Lo suggerisce l&rsquo;esperienza e lo ha stabilito anche un gruppo di ricercatori dell&rsquo;universit&agrave; Federico II di Napoli, i quali hanno calcolato che almeno il 40 per cento dei sinistri &egrave; collegabile alle condizioni delle vie di comunicazione, dai guard rail spesso non a norma alla segnaletica approssimativa o addirittura sbagliata all&rsquo;asfalto traditore, gibboso o pieno di buche e irregolarit&agrave;. Non occorre essere scienziati per intuire quali saranno le conseguenze delle scelte del governo.<br />
	In una recente audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il presidente dell&rsquo;Associazione dei costruttori (Ance), Paolo Buzzetti, lo ha ricordato ai parlamentari: &ldquo;L&rsquo;assenza del contributo annuale in conto capitale provocher&agrave; il blocco della regolare attivit&agrave; dell&rsquo;ente stradale, con gravi conseguenze sullo sviluppo e la manutenzione di tutta la rete&rdquo;.<br />
	Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, per&ograve;, forse non riuscendo a recuperare risorse per gli opportuni investimenti, preferisce parlar d&rsquo;altro alimentando la convinzione che l&rsquo;ecatombe stradale sia imputabile solo ai comportamenti sbagliati di automobilisti e motociclisti e quindi punta l&rsquo;indice sullo sballo del sabato sera, gli ubriachi al volante, la velocit&agrave;, le distrazioni, la guida spericolata, l&rsquo;im pasticcamento e via dicendo.</p>
<p>Giornali e tv rincarano la dose, come fosse verit&agrave; rivelata. E invece &egrave; solo un pezzo di verit&agrave;. Che rischia di diventare una bugia se non accompagnata dalla constatazione che le strade italiane sono quelle tenute peggio d&rsquo;Europa. Coerente all&rsquo;idea che sia tutta colpa degli automobilisti, il Ministro ha lanciato una campagna pubblicitaria per esortarli a tenere comportamenti pi&ugrave; civili, con testimonial di sicuro effetto, da Maria Grazia Cucinotta al campione di scherma Aldo Montano alla tuffatrice Tania Cagnotto. Il leit motiv dell&rsquo;iniziativa &egrave; Sulla buona strada . Peccato che di buono sulle vie di comunicazione italiane sia rimasto davvero poco.</p>
<p>Gli effetti dell&rsquo;incuria sono devastanti. Gli incidenti sono la prima causa di morte nella fascia di et&agrave; fino a 40 anni, in un anno ce ne sono stati 231 mila con 5.131 morti (10 volte i caduti sul lavoro e 100 volte pi&ugrave; di tutti gli altri sistemi di trasporto messi insieme, dall&rsquo;aereo alla nave al treno) e 326 mila i feriti. Ai costi umani si sommano quelli sociali ed economici, dai risarcimenti delle assicurazioni alla perdita di produttivit&agrave; per gli infortuni e i decessi. Secondo l&rsquo;ultima valutazione disponibile, gli incidenti stradali costano al sistema Italia la bellezza di oltre 30 miliardi di euro all&rsquo;anno, circa il 2 per cento del Pil, quanto un paio di manovre Finanziarie pesanti. L&rsquo;incuria si abbatte anche sulle imprese, non solo quelle che hanno bisogno come il pane delle strade per farci viaggiare le merci, ma anche le circa 5.000 aziende specializzate nella manutenzione con 50 mila occupati, dalle ditte dell&rsquo;asfalto a quelle della segnaletica. La percentuale di fallimenti tra questo tipo di societ&agrave; &egrave; di gran lunga superiore a quella purtroppo in crescita degli altri settori produttivi.<br />
	Per un motivo semplice: mentre su queste ultime si scaricano solo gli effetti della crisi, su quelle della manutenzione pesa anche un altro fattore di lunga durata e cio&egrave; il calo delle commesse iniziato anni fa. Fin dai tempi di quello che gli addetti ai lavori chiamano il &lsquo;federalismo stradale&rsquo;, provvedimento voluto dal ministro Franco Bassanini all&rsquo;epoca del governo di centrosinistra della fine anni Novanta. In base a quella legge migliaia di chilometri di strade sono passati dall&rsquo;Anas alle Regioni e se l&rsquo;Anas spendeva assai poco per migliorare le strade (appena 7.000 euro a chilometro, rispetto ai 20 considerati necessari), alcuni Governatori hanno deciso di spendere anche meno.</p>
<p>Per invertire questa tendenza ci vorrebbero investimenti: il confronto con il resto d&rsquo;Europa &egrave; umiliante. Secondo il Libro bianco sulla sicurezza stradale, mentre in Italia per le strade si spende in media 1 euro per abitante, in Svizzera spendono 26 euro, Svezia 23, Francia 22, Belgio 10, Regno Unito 5. Eppure le risorse, a volerle trovare, ci sarebbero anche in Italia.<br />
	Secondo uno studio dell&rsquo;Anfia (l&rsquo;associazione della filiera dell&rsquo;industria automobilistica) il carico fiscale sul settore, dalla tassa di immatricolazione al bollo, in 5 anni &egrave; cresciuto di quasi il 10 per cento arrivando a circa 80 miliardi di euro. Quasi niente di questa montagna di quattrini, per&ograve;, ritorna sulle strade.<br />
	&ldquo;Non si pu&ograve; soltanto prendere dalle tasche degli automobilisti&rdquo;, ammonisce Enrico Gelpi, presidente dell&rsquo;Automobile Club (Aci).</p>
<p>Poi ci sarebbe tutto lo stock delle multe stradali, un tesoro di circa 1,2 miliardi. In base al Codice della strada il 50 per cento delle multe locali e il 20 per cento di quelle nazionali (Polizia stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza) dovrebbero andare alla manutenzione delle strade. Ma nessuno lo fa, anche perch&eacute; finora non erano previste sanzioni per gli enti inadempienti. Confindustria e Finco (Federazione delle imprese di prodotti per le costruzioni) in una recente audizione al Senato hanno sollecitato i parlamentari a modificare l&rsquo;andazzo.</p>
<p>Alla Camera poco tempo fa &egrave; stata approvata con un voto bipartisan (2 soli astenuti) la cosiddetta legge Valducci (da Mario Valducci, deputato Pdl) che impone sia l&rsquo;utilizzo di parte dei proventi delle multe sia l&rsquo;obbligo per i proprietari delle strade di effettuare interventi costanti e programmati.<br />
	Ma arrivato al Senato il testo si &egrave; impantanato e c&rsquo;&egrave; chi dice che a frenare sia soprattutto il relatore, Angelo Maria Cicolani, anche lui Pdl, ritenuto un buon amico delle Autostrade, societ&agrave; per niente entusiasta di vedersi imporre per legge l&rsquo;obbligo della manutenzione.</p>
<p>Il Parlamento italiano, inoltre, sta accingendosi a fare propria la direttiva comunitaria sulla cura delle strade e sar&agrave; interessante vedere che piega verr&agrave; impressa alla faccenda. Se l&rsquo;Italia, cio&egrave;, si limiter&agrave; a considerare l&rsquo;atto europeo come una generica esortazione oppure lo considerer&agrave; vincolante per tutte le strade e non solo per gli 8.000 chilometri di vie di interesse continentale.<br />
	Decisiva sar&agrave; la decisione sui servizi ispettivi e di controllo. Alla Conferenza sul traffico di Riva del Garda, terminata il 28 ottobre, l&rsquo;Aci si &egrave; proposto come &ldquo;organismo indipendente per la valutazione dei livelli di sicurezza delle infrastrutture&rdquo;. Ma anche altre associazioni si stanno facendo avanti e non &egrave; escluso un coinvolgimento dell&rsquo;Inail (l&rsquo;istituto per gli infortuni sul lavoro), ormai diventata una specie di cassaforte pubblica con oltre 11 miliardi di euro di liquidit&agrave;.</p>
<p>Nella passata legislatura il ministro Alessandro Bianchi ricostitu&igrave; la Direzione generale per la sicurezza stradale, smontata alcuni anni prima dal governo Berlusconi, ma poi l&rsquo;esecutivo di centrosinistra cadde e di quella struttura sono rimasti gli uffici, il responsabile e poco pi&ugrave;. Questa estate il Governo ci ha ripensato istituendo un altro ispettorato per le strade affidato ad un tecnico stimato, l&rsquo;ingegner Pasquale Cialdini, e collocato nella sede dell&rsquo;ex ministero della Marina Mercantile all&rsquo;Eur.</p>
<p>Ma anche questa nuova struttura sembra un cane da guardia privo di denti. Con una sede grande e lussuosa, begli uffici, e poco personale.</p>
<p><em>Daniele Martini<br />
	</em></p>
<p>Articolo tratto da &quot;<a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/" target="_blank">Il Fatto Quotidiano</a>&quot; del 3 novembre 2009.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Think! La sicurezza stradale secondo Her Majesty.</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2009/10/21/think-la-sicurezza-stradale-secondo-her-majesty/</link>
		<comments>http://www.visionzero.org/blog/2009/10/21/think-la-sicurezza-stradale-secondo-her-majesty/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 15:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Cartia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier]]></category>

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		<description><![CDATA[
	Vorrei cominciare con questo post una serie di piccole indagini su quanto si fa all&#39;estero per la sicurezza stradale in termini di comunicazione. Se la riduzione dell&#39;incidentalit&#224; stradale e del numero delle vittime &#232; un obiettivo comune a tutti i governi dei paesi sviluppati, non altrettanto condivisi sono i mezzi e le metodologie messe in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
	Vorrei cominciare con questo post una serie di piccole indagini su quanto si fa all&#39;estero per la sicurezza stradale in termini di comunicazione. Se la riduzione dell&#39;incidentalit&agrave; stradale e del numero delle vittime &egrave; un obiettivo comune a tutti i governi dei paesi sviluppati, non altrettanto condivisi sono i mezzi e le metodologie messe in campo per raggiungere tali obiettivi.</p>
<p>
	Le campagne di sensibilizzazione sono particolarmente interessanti, rispecchiano chiaramente i diversi approcci e le diverse sensibilit&agrave; verso uno stesso problema. Sono anche un argomento spesso controverso, soprattutto in Italia. Una delle obiezioni che pi&ugrave; spesso viene sollevata nel nostro Paese riguarda l&#39;efficiacia di tali campagne, quindi l&#39;opportunit&agrave; o meno di spenderci soldi che potrebbero essere utilizzati in opere pi&ugrave; concrete.</p>
<p>
	La seconda ha a che fare con lo stile che viene impiegato per tali campagne. La maggior parte degli spot televisivi e della cartellonistica utilizzata all&#39;estero, soprattutto nel Nord Europa, &egrave; molto diretta, non usa metafore, mostra il morto se necessario, fa leva sulle emozioni e le paure del pubblico a cui &egrave; rivolta. Nel nostro Paese invece le campagne di sensibilizzazione (invero piuttosto rare) che arrivano sui principali canali televisivi e sulla stampa sono molto &quot;soft&quot;, fanno largo uso di metafore, inquadrature fuori campo e di sottintesi, evitando di mostrare immagini crude.</p>
<p>
	Chi scrive ritiene che il nostro approccio sia poco efficace&#8230; ma prima di approfondire la situazione italiana, diamo uno sguardo in casa dei nostri vicini.</p>
<p style="text-align: center;">
	<a href="http://think.dft.gov.uk/think/" target="_blank"><img align="middle" alt="" border="0" height="143" src="http://www.visionzero.org/blog/wp-content/uploads/think.jpg" width="190" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
	<a href="http://think.dft.gov.uk/think/" target="_blank"><strong>THINK! &#8211; Road Safety</strong></a> &egrave; l&#39;iniziativa lanciata dal Ministero dei Trasporti Britannico&nbsp; nel 2000, allo scopo di unire sotto un unico marchio tutte le campagne e le iniziative di sensibilizzazione ai problemi della sicurezza stradale.</p>
<p style="text-align: left;">
<span id="more-424"></span>	L&#39;ambizioso obiettivo che il Governo si &egrave; dato &egrave; quello di ridurre del 40% il numero di vittime e feriti gravi sulle proprie strade entro il 2010, usando il 1986 come anno di riferimento. Sempre secondo i governanti Britannici, l&#39;educazione e la pubblicit&agrave; giocano un ruolo fondamentale nell&#39;aumentare la consapevolezza degli utenti della strada, per cui&#8230; ecco Think!.</p>
<p style="text-align: left;">
	Le campagne promosse negli anni da Think! sono numerose e diverse. I temi pi&ugrave; spesso affrontati sono la guida sotto l&#39;effetto di droghe e alcool, l&#39;attenzione verso le &quot;categorie deboli&quot; della strada (pedoni, ciclisti, motociclisti), il rispetto dei limiti di velocit&agrave; nelle zone urbane.</p>
<p style="text-align: left;">
	Per alcune campagne sono stati creati dei portali specifici, come nel caso della <a href="http://www.dft.gov.uk/think/drugdrive/" target="_blank">guida sotto gli effetti delle droghe</a>.</p>
<p style="text-align: left;">
	Gli spot televisivi di Think! sono generalmente di ottima fattura, realizzati da comunicatori di fama internazionale come M&amp;C Saatchi&nbsp; o WCRS, sono estremamente schietti ed espliciti, spesso drammatici.</p>
<p style="text-align: left;">
	Alcuni esempi&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">
	<strong>Fate attenzione ai motociclisti:</strong></p>
<p>
	<object height="385" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/lsJs4AYa8sU&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="385" src="http://www.youtube.com/v/lsJs4AYa8sU&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">
	<strong>Guida in stato di ebbrezza:</strong></p>
<p>
	<object height="385" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/avBqDOf_C4c&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="385" src="http://www.youtube.com/v/avBqDOf_C4c&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">
	<strong>Cinture di sicurezza:</strong></p>
<p>
	<object height="385" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OsHL30Z60kg&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="385" src="http://www.youtube.com/v/OsHL30Z60kg&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">
	<strong>Limite di velocit&agrave; nelle aree urbane:</strong></p>
<p>
	<object height="385" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FS5f73EHRhA&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="385" src="http://www.youtube.com/v/FS5f73EHRhA&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object></p>
<p>
	Trattandosi di Inglesi non mancano anche gli spot con un certo umorismo (e ottimismo) di fondo. Tra i pi&ugrave; simpatici segnalo questi due: <object height="385" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/z1i6USxpNwk&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="385" src="http://www.youtube.com/v/z1i6USxpNwk&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object> <object height="295" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ubNF9QNEQLA&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="295" src="http://www.youtube.com/v/ubNF9QNEQLA&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object></p>
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		<title>Per le vittime della strada serve il giusto processo</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 07:59:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Cartia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>

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	L&#8217;insegnante ha disegnato sulla lavagna la dinamica dello scontro: un 14enne &#232; morto perch&#233; chi l&#8217;ha investito non ha rispettato lo stop. Poi ha scritto solo un due e tutta la classe ha pensato che al responsabile dello scontro avessero dato due anni, due anni di reclusione, ma l&#8217;insegnante ha spiegato: &#8220;Due mesi, due mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
	L&rsquo;insegnante ha disegnato sulla lavagna la dinamica dello scontro: un 14enne &egrave; morto perch&eacute; chi l&rsquo;ha investito non ha rispettato lo stop. Poi ha scritto solo un due e tutta la classe ha pensato che al responsabile dello scontro avessero dato due anni, due anni di reclusione, ma l&rsquo;insegnante ha spiegato: &ldquo;Due mesi, due mesi di sospensione della patente&rdquo;. </p>
<p>
	Anni di sentenze, conclusesi al solito in otto mesi di condanna con pena sospesa, non solo hanno prodotto nei familiari delle vittime un dilagante senso di impunit&agrave;, ma hanno contribuito a sostenere il pensiero di chi crede che uccidere una persona in uno scontro sia &ldquo;solo un incidente&rdquo;, un crimine minore. <span id="more-412"></span>Siamo rimasti praticamente i soli in Europa a parlare ancora di &ldquo;incidenti stradali&rdquo;: in Francia, per esempio, parlano di violenza stradale. Per troppo tempo si &egrave; sottovalutata, a pioggia, la gravit&agrave; dei rischi che corrono in strada: velocit&agrave;, abuso di alcol e droghe, ma anche mancate precedenze, semafori bruciati. </p>
<p>
	Forse l&rsquo;hanno sottovalutata anche quei pm che hanno risposto ad alcune madri: &ldquo;Il morto &egrave; morto, diamo un aiuto al vivo &rdquo;. Di diverso avviso Fabio Roia, per quindici anni pm a Milano e oggi al Csm, che spiega: &ldquo;Quando facevo il pm, non avrei mai dato il consenso a un patteggiamento se prima la compagnia di assicurazione non avesse risarcito i familiari della vittima&rdquo;. Ma la legge non permette al pm di manifestare il dissenso per questo motivo, quindi, come spiega Roia: &ldquo;Si cerca di attingere alla fantasia giuridica e giudiziaria, quindi di opporsi al patteggiamento, parlare con l&rsquo;avvocato e dire: &ldquo;Perch&eacute; ci sia il mio consenso &egrave; necessario il risarcimento del danno da parte della compagnia di assicurazione&rdquo;. </p>
<p>
	Valter Giovannini dalla Procura della Repubblica di Bologna spiega: &ldquo;L&rsquo;applicazione e il rispetto della legge nei confronti dell&rsquo;indagato non deve far dimenticare che se c&rsquo;&egrave; un indagato, nove volte su dieci c&rsquo;&egrave; una vittima; quindi il ruolo del pm &egrave; quello di garantire i diritti dell&rsquo;indagato ma, ancor di pi&ugrave;, i diritti della vittima&rdquo;. C&rsquo;&egrave; stato un caso (maggio 2007) in cui Giovannini contest&ograve; il dolo eventuale e chiese la misura cautelare. Il Gip per&ograve; respinse la richiesta, cos&igrave; Giovannini -rimettendosi alle sue valutazioni (omicidio colposo) &#8211; fece&nbsp; ricorso al Tribunale della Libert&agrave; sottolineando il pericolo di reiterazione e l&rsquo;arrestato ha atteso ai domiciliari l&rsquo;esito del processo. Quando (per la prima volta in Italia) una sentenza di condanna in primo grado (per lo scontro avvenuto nel maggio 2008 in via Nomentana a Roma in cui morirono due ragazzi) ha accolto il capo d&rsquo;imputazione &ndash; omicidio volontario con dolo eventuale &ndash; questo poi &egrave; stato in appello derubricato a colposo, dimezzando la pena da dieci a cinque anni. I familiari delle vittime non cercano vendetta, chiedono giustizia. &ldquo;Non &egrave; possibile accettare un sistema di giustizia sempre basato sul minimo della pena che oltretutto viene anche sospesa. E questo nonostante il codice penale, articolo 133, dica espressamente&nbsp; che i giudici, nell&rsquo;esercizio del potere discrezionale affidato loro dalla legge, debbono valutare la gravit&agrave; del reato desumendola dal grado della colpa, dalla gravit&agrave; del danno, e dal comportamento del reo, prima&nbsp; dopo e durante il reato, per applicare una pena congrua&rdquo;, sono parole di Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente dell&rsquo;Associazione italiana familiari e vittime della strada. </p>
<p>
	Giustizia per le vittime: come&nbsp; intervenire? Il nodo non &egrave; tutto nell&rsquo;inasprimento penale. Ci sono leggi che ancora mancano, come la modifica all&rsquo;articolo 111 della Costituzione (quello sul giusto processo). La proposta di legge giace in&nbsp; parlamento, ma se la modifica passasse, vittime e familiari potrebbero avere le stesse garanzie che ha l&rsquo;imputato nell&rsquo;ambito del procedimento penale, ma questo forse scardinerebbe troppi equilibri.&nbsp; Non si parla dei centri di assistenza per le vittime: esistono in quasi tutti i paesi europei. Non si parla di togliere il divieto di arresto per colui che ha provocato uno scontro solo perch&eacute; non &egrave; fuggito (magari&nbsp; era cos&igrave; fatto e ubriaco da non farcela a scappare). Non si parla di mettere mano a quell&rsquo;assurdit&agrave; del nostro sistema, cio&egrave; la possibilit&agrave; di ricorrere in Cassazione dopo il patteggiamento, rimettendo quindi in discussione le responsabilit&agrave;. Ci sono genitori che hanno perso figli e che hanno visto dopo una settimana chi li ha investiti sfrecciare in auto nel centro del paese. </p>
<p>
	Se si conoscessero questi casi, forse, l&rsquo;indignazione potrebbe montare anche in coloro che di tutto questo si sono sempre disinteressati. Cos&igrave; com&rsquo;&egrave; montata in quegli studenti, increduli, davanti alla &ldquo;lezione&rdquo; di un padre che nelle suole incontra ragazzi come il suo che non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;, perch&eacute; la sua testimonianza possa in qualche modo proteggerli e farli crescere. </p>
<p>
	<em>di <strong>Elena Valdini</strong> &#8211; tratto da <a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/" target="_blank">Il Fatto Quotidiano</a> del 9 ottobre 2009</em></p>
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		<title>Hazard, questo sconosciuto</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2009/07/22/hazard-questo-sconosciuto/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 17:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cangeletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel raccogliere i dati per la costruzione del Vision Zero Motorcycle Safety Index, ci siamo accorti del fatto che parecchi modelli, di cui purtroppo molti italiani, non hanno nell&#8217;equipaggiamento il lampeggio di emergenza (hazard): MV Agusta e Benelli non sanno che cosa sia, Aprilia ne equipaggia solo la Shiver e la Dorsoduro, Ducati solo la Multistrada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel raccogliere i dati per la costruzione del <a href="http://www.visionzero.org/blog/?page_id=171" target="_blank">Vision Zero Motorcycle Safety Index</a>, ci siamo accorti del fatto che parecchi modelli, di cui purtroppo molti italiani, non hanno nell&#8217;equipaggiamento il lampeggio di emergenza (hazard): MV Agusta e Benelli non sanno che cosa sia, Aprilia ne equipaggia solo la Shiver e la Dorsoduro, Ducati solo la Multistrada (e non gli altri modelli, tutti più recenti). Piaggio solo l&#8217;MP3, Guzzi la Breva, la Norge e la Stelvio.</p>
<p>A volte le politiche di marketing sono difficili da capire; è il caso della Honda, che monta l&#8217;hazard su quasi tutte le sue moto, ma non sugli scooter &#8211; neanche sul Silver Wing 600 &#8211; né sulla modernissima DN-01.</p>
<p>Noi di Vision Zero crediamo che il lampeggio di emergenza sia un valido ausilio alla sicurezza di guida e che perciò esso debba equipaggiare tutti i motocicli in commercio. Ci auguriamo che tutti i costruttori giungano presto alla stessa conclusione.</p>
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		<title>Vision Zero Motorcycle Safety Index</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 08:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cangeletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Sul mercato esistono moto destinate agli usi più disparati, e scegliere tra le centinaia di modelli in commercio non è facile.
Di solito ci si basa sulle proprie risorse economiche, sui sentito dire, sul gusto personale e sull’uso prevalente che si pensa (o spesso si sogna) di fare della moto. Molto più raro è il caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;">Sul mercato esistono moto destinate agli usi più disparati, e scegliere tra le centinaia di modelli in commercio non è facile.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;">Di solito ci si basa sulle proprie risorse economiche, sui sentito dire, sul gusto personale e sull’uso prevalente che si pensa (o spesso si sogna) di fare della moto. Molto più raro è il caso di chi sceglie tenendo conto anche della sicurezza di ciò che compra. Eppure è un parametro tanto fondamentale quanto in gran parte sconosciuto.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;">In effetti, i diversi modelli offrono livelli di sicurezza assai diversi tra loro. Da un lato, ciò dipende dal diverso equipaggiamento, che può comprendere o meno accessori quali, ad esempio, il sistema frenante antibloccaggio. Dall&#8217;altro, le differenze di potenza, coppia, peso e altezza influiscono notevolmente sulla facilità e sulla sicurezza d&#8217;uso di ciascuna moto, con il risultato che parecchi modelli non sono adatti a tutti i motociclisti.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;">Per valutare meglio tale aspetto, abbiamo elaborato un indice, il <strong>Vision Zero Motorcycle Safety Index (VZI)</strong>, che  fornisce in modo semplice e sintetico un&#8217;indicazione della sicurezza d&#8217;uso che ciascun modello offre a ciascun tipo di motociclista nell’uso stradale, urbano e extraurbano.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;">Accedi alla <a title="Motorcycle Safety Index" href="http://www.visionzero.org/blog/?page_id=171" target="_self">pagina degli indici</a> per consultare la tabella dei principali modelli in commercio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Destina il tuo 5 per mille a Vision Zero ONLUS!</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 20:20:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cangeletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[5 per 1000]]></category>
		<category><![CDATA[5 per mille]]></category>
		<category><![CDATA[5 x 1000]]></category>
		<category><![CDATA[cinque per mille]]></category>
		<category><![CDATA[destinazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quest&#8217;anno Vision Zero è tra le ONLUS a cui è possibile devolvere il proprio 5 per mille. Ti chiediamo quindi di darci una mano: segnati sull’agenda o sul telefonino il nostro codice fiscale:
9752 093 0583
e dì al commercialista di inserirlo nella tua dichiarazione dei redditi; così contribuirai davvero a migliorare la sicurezza stradale in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span>Da quest&#8217;anno Vision Zero è tra le ONLUS a cui è possibile devolvere il proprio 5 per mille. Ti chiediamo quindi di darci una mano: segnati sull’agenda o sul telefonino il nostro codice fiscale:</span></p>
<p align="center"><strong><span>9752 093 0583</span></strong></p>
<p>e dì al commercialista di inserirlo nella tua dichiarazione dei redditi; così contribuirai davvero a migliorare la sicurezza stradale in Italia.</p>
<p><strong>Come fare</strong></p>
<p>Sul tuo CUD, Unico o 730, nella scheda per la scelta della destinazione del 5 per mille dell&#8217;Irpef, nel riquadro &#8220;Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale &#8230;&#8221;, scrivi la tua firma nell&#8217;apposito spazio e inserisci nel campo &#8220;Codice fiscale del beneficiario&#8221; il numero <strong>9752 0930 583.</strong></p>
<p>Ma attenzione: se non scrivi niente, il tuo 5 per mille sarà comunque ripartito tra le destinazioni scelte dagli altri italiani che hanno espresso le loro preferenze. Perciò dacci una mano: non ti costa niente e potrai dire di aver fatto qualcosa di concreto per migliorare la sicurezza delle nostre strade.</p>
<p><strong>Destinazione dei fondi raccolti</strong></p>
<p>Vision Zero ONLUS si impegna a destinare il 100% dei fondi raccolti alla realizzazione di progetti per migliorare la sicurezza stradale degli utenti deboli della strada, senza trattenere alcuna somma per il proprio funzionamento. Il tuo denaro sarà quindi usato al meglio!</p>
<p><strong>Grazie di cuore a chi ci sosterrà!</strong></p>
]]></content:encoded>
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