<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Associazione Vision Zero ONLUS - Blog</title>
	<atom:link href="http://www.visionzero.org/blog/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.visionzero.org/blog</link>
	<description>SIcurezza per gli utenti deboli della strada</description>
	<lastBuildDate>Tue, 03 Jan 2012 20:12:26 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Presentazione del &#8220;Manuale della sicurezza in moto&#8221;</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2011/12/05/presentazione-del-manuale-della-sicurezza-in-moto/</link>
		<comments>http://www.visionzero.org/blog/2011/12/05/presentazione-del-manuale-della-sicurezza-in-moto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 23:43:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cangeletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[guida]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[manuale]]></category>
		<category><![CDATA[moto]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.visionzero.org/blog/?p=622</guid>
		<description><![CDATA[Martedì 6 dicembre alle 18,30 si terrà presso il Dainese Store di Roma la presentazione del volume IL MANUALE DELLA SICUREZZA IN MOTO di Claudio Angeletti.
Chi è in zona è il benvenuto!


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Martedì 6 dicembre alle 18,30 si terrà presso il Dainese Store di Roma la presentazione del volume</strong><strong><span style="color: #ff9900;"> IL MANUALE DELLA SICUREZZA IN MOTO</span> di Claudio Angeletti.</strong></p>
<p><strong>Chi è in zona è il benvenuto!</strong></p>
<p style="text-align: left;">
<p><img class="alignleft" src="http://ruoteinpiega.smugmug.com/photos/i-XBrqcDF/0/M/i-XBrqcDF-M.png" alt="Presentazione libro" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.visionzero.org/blog/2011/12/05/presentazione-del-manuale-della-sicurezza-in-moto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Obbligo di catene o pneumatici da neve: si può circolare in moto?</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2011/11/17/obbligo-di-catene-o-pneumatici-da-neve-si-puo-andare-in-moto/</link>
		<comments>http://www.visionzero.org/blog/2011/11/17/obbligo-di-catene-o-pneumatici-da-neve-si-puo-andare-in-moto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 17:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cangeletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normativa]]></category>
		<category><![CDATA[catene]]></category>
		<category><![CDATA[circolazione]]></category>
		<category><![CDATA[divieto]]></category>
		<category><![CDATA[moto]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[obbligo]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.visionzero.org/blog/?p=620</guid>
		<description><![CDATA[Com&#8217;è noto, a seguito della modifica dell&#8217;art.6 del Codice della Strada avvenuta lo scorso anno, su molti tratti stradali extraurbani gli enti proprietari hanno disposto, limitatamente al periodo invernale, l&#8217;obbligo di circolare con pneumatici da neve o con catene a bordo.
Di solito, le ordinanze degli enti proprietari estendono tale obbligo a tutti i veicoli, perciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Com&#8217;è noto, a seguito della modifica dell&#8217;art.6 del Codice della Strada avvenuta lo scorso anno, su molti tratti stradali extraurbani gli enti proprietari hanno disposto, limitatamente al periodo invernale, l&#8217;obbligo di circolare con pneumatici da neve o con catene a bordo.</p>
<p>Di solito, le ordinanze degli enti proprietari estendono tale obbligo a tutti i veicoli, perciò la questione riguarda sicuramente anche i motociclisti. Sono così sorte diverse questioni, alle quali proverò a dare risposta.</p>
<p>Cominciamo subito col dire che <strong>l&#8217;obbligo</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>vale per tutto il periodo previsto dall&#8217;ordinanza</strong>; pertanto, nei tratti stradali ai quali essa è estesa, bisogna avere le catene da neve a bordo o le gomme &#8220;invernali&#8221; montate anche quando è bel tempo e le strade sono asciutte;</li>
<li><strong>vale per tutti, anche i non residenti</strong>; pertanto, se anche siete soltanto di passaggio su una strada dove vige l&#8217;obbligo, dovete essere comunque in regola anche se siete residenti e abitate a Pantelleria.</li>
</ul>
<p>La sanzione prevista dal Codice va da 80 a 318 Euro.</p>
<p>Ma la questione più importante per i motociclisti è un&#8217;altra: non esistono catene da moto omologate. Esistono le gomme da moto M+S &#8211; che la normativa italiana considera invernali a tutti gli  effetti, anche in assenza del fiocco di neve racchiuso nella montagna &#8211; ma si tratta di gomme specifiche per il fuoristrada, che di solito sono disponibili in misure adatte solo sulle moto da cross e da enduro (ivi comprese le maxienduro), ma non alle moto stradali, e che comunque penalizzano non poco le caratteristiche di guida su asfalto.</p>
<p>E allora chi ha una moto stradale che cosa deve fare, rinunciare alla moto? Forse no, pare che una soluzione ci sia, e anche molto semplice.</p>
<p>Spulciando il web, ho scoperto &#8211; udite udite &#8211; che <strong>l&#8217;obbligo di adottare catene da neve omologate</strong>, stabilito dal <a href="http://gazzette.comune.jesi.an.it/2002/85/7.htm" target="_blank">D.M 13-3-2002 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti</a>, <strong>vige soltanto per le automobili</strong> (veicoli di categoria M1), ma non per le altre categorie di veicoli, ivi compresi i motocicli (L3). Ne consegue, fino a prova contraria, che <strong>le moto possono montare qualsiasi tipo di catene non omologate in Italia</strong>, come per esempio le Michelin Easy Grip, comodissime da montare, purché la moto abbia il forcellone monobraccio (vedi foto seguenti).</p>
<p><a href="http://farm8.staticflickr.com/7019/6451642909_02a3918995.jpg"><img class="alignnone" src="http://farm8.staticflickr.com/7019/6451642909_02a3918995.jpg" alt="" width="375" height="500" /></a></p>
<p><a href="http://farm8.staticflickr.com/7173/6451642057_2444c0d590.jpg"><img class="alignnone" src="http://farm8.staticflickr.com/7173/6451642057_2444c0d590.jpg" alt="" width="375" height="500" /></a></p>
<p>In effetti, nella UE non esiste alcuna omologazione per le catene da moto. Quindi, i motociclisti che hanno moto prive di gomme M+S hanno l&#8217;obbligo di portarsi dietro le catene e di montarle se necessario, ma le catene possono essere di qualsiasi tipo (anche catene auto, se di formato compatibile), purché siano effettivamente catene o simili e non oggetti di fortuna quali corde, fascette ecc.</p>
<p>Un&#8217;ultima osservazione: la normativa non indica su quali ruote debbano essere montate le catene in caso di obbligo, pertanto per soddisfare la legge dovrebbe essere sufficiente catenare la sola ruota posteriore, come per le auto.</p>
<p>_____________________</p>
<p>Per evitare contestazioni con le forze dell&#8217;ordine, mi porterei dietro, oltre alle catene, anche questo:</p>
<p><strong>PROMEMORIA</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">
<p><strong>La legge non prevede l&#8217;omologazione delle catene da neve per moto, per  cui, in caso di obbligo di circolazione con obbligo di catene, le moto  possono circolare con catene da neve o simili non omologate.</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">Infatti:</p>
<blockquote>
<ul style="padding-left: 30px;">
<li>l&#8217;art.  72 commi  1-5 del Codice della strada elenca i dispositivi che devono equipaggiare le diverse categorie di veicoli, tra cui i motocicli; tra di essi non sono elencati i &#8220;mezzi  antisdrucciolevoli&#8221; (così definiti dall&#8217;art. 6, sarebbero le catene da  neve e tutti gli altri sistemi per non far scivolare le ruote);</li>
<li>lo stesso art. 72 al comma 8 stabilisce che tali  dispositivi devono essere omologati dal Ministro delle infrastrutture e  dei trasporti;</li>
<li>lo stesso art. 72 al comma 6 stabilisce che  il Ministro delle infrastrutture e  dei trasporti, sentito il Ministro dell&#8217;interno, stabilisca con propri  decreti i dispositivi supplementari di cui devono o possono essere  equipaggiati i veicoli indicati nei commi 1 e 5 in relazione alla loro  particolare destinazione o uso, ovvero in dipendenza di particolari  norme di comportamento;</li>
<li>lo stesso Ministero ha emesso il D.M. 13-3-2002 (G.U. n. 85  dell&#8217;11-4-2002) con cui si stabilisce l&#8217;obbligo dell&#8217;omologazione per le  catene da neve che equipaggiano i veicoli di categoria M1 (automobili e  minivan);</li>
<li><strong>lo stesso Ministero non ha emesso alcun decreto riguardante gli altri  veicoli e in particolare i motocicli (cat. L3), che pertanto possono  continuare a circolare con catene (e simili) non omologate</strong>.</li>
</ul>
</blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.visionzero.org/blog/2011/11/17/obbligo-di-catene-o-pneumatici-da-neve-si-puo-andare-in-moto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prova su strada della Ducati Multistrada 1200S Sport 2010</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2011/05/04/prova-su-strada-della-ducati-multistrada-1200s-sport-2010/</link>
		<comments>http://www.visionzero.org/blog/2011/05/04/prova-su-strada-della-ducati-multistrada-1200s-sport-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 10:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Frikke</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.visionzero.org/blog/?p=596</guid>
		<description><![CDATA[VZI Ducati Multistrada 1200

…CHE MOTO!!! Questo è quello che mi è passato in mente dopo aver macinato circa 600 km in sella alla Multistrada 1200, ma andiamo con ordine.
Ho avuto la possibilità di tenermi per un giorno la nuova Ducati Multistrada 1200 S, quella full in configurazione sport, con le parti in carbonio, le sospensioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>VZI Ducati Multistrada 1200</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-599" src="http://www.visionzero.org/blog/wp-content/uploads/2011/05/VZI-Multistrada1.jpg" alt="VZI Multistrada" width="702" height="146" /></p>
<p>…CHE MOTO!!! Questo è quello che mi è passato in mente dopo aver macinato circa 600 km in sella alla Multistrada 1200, ma andiamo con ordine.</p>
<p>Ho avuto la possibilità di tenermi per un giorno la nuova Ducati Multistrada 1200 S, quella full in configurazione sport, con le parti in carbonio, le sospensioni Ohlins regolabili elettricamente, il controllo di trazione, l’ABS e ovviamente la possibilità di scegliere tra 4 mappe diverse (enduro, urban, touring e sport) e me la sono proprio goduta.</p>
<p>Che la moto piaccia o meno, è una questione molto soggettiva, ma, oggettivamente, è comunque molto bella, non copia nessun’altra ha una sua personalità e piace da qualsiasi parte la si guardi, forse il porta targa è un po’ ingombrante, tolto questo particolare è piacevole dal lato dx dove spicca lo scarico corto (ma con il termignoni a me piace di più) che lascia libera la ruota montata a sbalzo sul monobraccio che fa bella mostra di se guardandola dal lato sx, la vista frontale è molto aggressiva, belli sia gli specchietti che i paramani con le frecce integrate (però stando in sella è brutto vedere le viti che chiudono la plastica per accedere alle lampadine delle frecce).</p>
<p>Guardandola ancora meglio ti accorgi che è una Ducati purosangue, telaio a traliccio, motore Testastretta da 150 cv, pinze dei freni ad attacco radiale, cerchi bellissimi e nello stesso tempo mi son chiesto “Enduro???? Ma per favore è una stradale purosangue e basta!”, anche perché personalmente non mi sognerei minimamente di mettere le ruote off-road con dei cerchi del genere, un vero sacrilegio nonché un semplice modo per buttar via quattrini, secondo me alla prima buca secca te ne torni a casa con un cerchio piegato, se va bene.</p>
<p>Altra cosa alla quale ci si deve abituare e la chiave non chiave, ovvero ti tieni in tasca sta cosina e lei la riconosce, alzi la levetta che copre il pulsante d’avviamento, il quadro si accende il bloccasterzo si toglie e puoi pigiare il pulsantino magico per avviarla, quando la spegni fai il movimento inverso e quando ti allontani da lei il bloccasterzo si mette da solo, decisamente comodo, a patto di non lasciare la scheda sulla moto………………di fatto accendo il tutto e inizio a litigare con il cruscotto multifunzione e il tastino per cambiare tutto, insomma puoi scegliere tra 4 mappe diverse, alle quali corrisponde sia un’assetto delle sospensioni che del controllo di trazione diverso per ognuna, nonché la possibilità di scegliere tra solo pilota, con bagagli, con passeggero e ancora con bagagli, insomma un casino, se poi ci aggiungi che ad esempio sia la taratura delle sospensioni che il controllo di trazione sono personalizzabili, per imparare ad usare ‘sto attrezzo micidiale ti ci va una settimana. Visto che io tutto quel tempo non ce l’ho mi limito ad usare le mappe urban, touring e sport in configurazione standard. Voi vi chiederete la mappa enduro? Nemmeno tenuta in considerazione………..</p>
<p>In sella ti senti subito a casa, tutto è li dove vorresti che fosse, per me che sono alto 180 cm la triangolazione sella-manubrio-pedane è perfetta. Il cupolino, anche se regolabile, l’ho lasciato nella posizione più sportiva copre bene e non ho avvertito turbolenze nemmeno alle alte velocità. Vibrazioni se ce ne sono io non me ne sono accorto, questo mezzo è così adrenalinico in qualsiasi momento che guidi sempre con il sorriso da ebete sotto al casco e delle vibrazioni non te ne accorgi, forse perché proprio non ne ha.</p>
<p>Un’altra cosa molto positiva è stata la sorpresa appena tirata su dal cavalletto, è talmente leggera che a momenti la metto giù dalla parte opposta, ci ho messo decisamente troppa forza perché sembra più massiccia di quello che è in realtà, e la sensazione di leggerezza aumenta appena inizia a muoversi. Sarà per il manubrio molto ampio (una libidine le vorrei tutte così le moto), sarà per la posizione eretta del busto che carica poco l’avantreno, ma sta di fatto che questa Multi è decisamente leggera, alchè ti viene in mente una domanda spontanea “se è così leggera quale sarà il suo limite nelle staccate?”</p>
<p>Per non farmi mancare nulla parto subito con la mappa SPORT, l’erogazione è immediata ad ogni apertura di gas, i cavalli ci sono e si sentono tutti, la coppia è tipica dei Ducati da corsa una vera purosangue, le sospensioni sono rigide ben sostenute, ha un limite in piega inarrivabile per strada, non perde mai la linea, in staccata la forcella è perfetta basta solo guardare dove vuoi passare nemmeno pensi alla piega e lei è già alla corda, in accelerazione puoi aprire il gas come vuoi, se il ruotone posteriore tiene ti spara fuori dalla curva come un proiettile, se scappa, il controllo di trazione ci mette una pezza e ti ritrovi a disegnare rigoloni neri sull’asfalto con delle derapate controllate manco fossi il migliore dei piloti. Le buche però si sentono tutte, specie dietro, è in modalità sport per cui la rigidità e d’obbligo.</p>
<p>Poi cambio mappa e passo alla Touring, pensavo fosse una manovra di marketing e invece qualcosa cambia e te ne accorgi. Il motore ai medi diventa decisamente più regolare, non è più quello scorbutico bicilindrico Ducati come in sport, dai bassi regimi alla zona rossa è lineare, continuo senza incertezze ne impennate di coppia, insomma una libidine, ho scoperto di andare molto più forte con il motore in questa configurazione, decisamente meno stressante e più godibile, in uscita di curva è più difficile far perdere aderenza al posteriore (oddio se spalachi il gas hai sempre 150 cavallucci per cui…..) ma in men che non si dica ti ritrovi a guidare con un ritmo impressionante e se non ti ricordi di mettere i piedi per bene sulle pedane ti consumi le scarpe in tre curve. Le sospensioni sono decisamente più confortevoli rispetto alla modalità sport ma la cosa bellissima è che la moto mantiene la stessa maneggevolezza, direzionabilità e stabilità di prima ma con un confort decisamente superiore. E’ la configurazione che mi è piaciuta di più, sia come motore che come assetto.</p>
<p>Torno in città e allora provo la urban, ecco l’ennesima positiva sorpresa, motore e ciclistica si trasformano al punto che sembra di guidare una bici, maneggevolissima, morbidissima di motore, puoi giocare tra le auto come se fossi su uno scooter, ha un angolo di sterzo fenomenale, il manubrio largo in questo aiuta molto e soprattutto le sospensioni filtrano bene buche, sanpietrini e tombini, e quando ti fermi al semaforo appoggi i piedi in terra benissimo.</p>
<p>Dimenticavo di dirvi dei freni, perfetti per modulabilità potenza e mordente, si azionano con poco sforzo e ti fanno capire bene cosa stai facendo, l’abs non sono mai riuscito a farlo entrare in azione solo in città quando c’è qualche buca o sui sanpietrini senti la leva del freno posteriore che ti balla sotto al piede.</p>
<p>Insomma è un mezzo dalle mille sorprese, una superbike travestita, bella, decisamente performante, ciclisticamente perfetta, non ha niente a che fare con l’enduro e soprattutto è un’associazione a delinquere, si rischia la patente ogni volta che la usi, una fun-bike comoda anche per viaggiare, ma soprattutto da usare su strade dalle mille curve ma con attenzione perché ti ritrovi a viaggiare a velocità sostenuta pensando di passeggiare.</p>
<p>Insomma è una moto che non comprerei mai, però ….CHE MOTO!!!!</p>
<p>FRIKKE</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.visionzero.org/blog/2011/05/04/prova-su-strada-della-ducati-multistrada-1200s-sport-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una vergogna italiana</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2011/03/02/una-vergogna-italiana/</link>
		<comments>http://www.visionzero.org/blog/2011/03/02/una-vergogna-italiana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 09:23:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cangeletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.visionzero.org/blog/?p=581</guid>
		<description><![CDATA[Ieri abbiamo ricevuto, insieme ad altre istituzioni, una lettera proveniente da una signora della provincia di Sondrio; la riportiamo integralmente.
Sto aspettando che muoia mio figlio o mio marito o qualsiasi altra persona (mamma, bimbo, anziano ecc&#8230;) che transita per caso sulla Statale N° 38 dello Stelvio all&#8217;altezza del Km 27+900.
Perchè lì, in quel punto, c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri abbiamo ricevuto, insieme ad altre istituzioni, una lettera proveniente da una signora della provincia di Sondrio; la riportiamo integralmente.</p>
<p><em>Sto aspettando che muoia mio figlio o mio marito o qualsiasi altra persona (mamma, bimbo, anziano ecc&#8230;) che transita per caso sulla Statale N° 38 dello Stelvio all&#8217;altezza del Km 27+900.<br />
Perchè lì, in quel punto, c&#8217;è una cuspide della barriera metallica priva di protezione.<br />
Perchè lì, in quel punto, il 18/04/2007 ha perso la vita Gabriele Villa, 25 anni, che per un incidente è finito sopra alle lamiere taglienti.<br />
Perchè lì, in quel punto, anche se sono passati tanti anni e sono state fatte nel frattempo infinite segnalazioni, l&#8217;A.N.A.S. non è mai intervenuta.<br />
Allego le foto scattate il 19/04/2007 e questa mattina 28/02/2011, la situazione è solo peggiorata.<br />
Nel frattempo il tribunale di Sondrio ha respinto la richiesta di risarcimento da parte della famiglia di Gabriele perchè la morte non sarebbe imputabile al pessimo stato del guard-rail ed alla mancanza dell&#8217;attenuatore d&#8217;urto e ha condannato i medesimi, in solido, a rifondere all&#8217;A.N.A.S. € 28.437,00 per spese di causa.<br />
In breve il fatto<br />
Il 18 aprile 2007 è una magnifica giornata. Gabriele decide di andare a Caspoggio. Indossa la tuta di pelle con le protezioni, il casco e parte. Percorre la Statale 38 con i suoi infiniti rettilinei ed arriva a Berbenno. C&#8217;è poco traffico, si trova davanti un&#8217;auto e decide di superarla. Incomincia il sorpasso e non si accorge che l&#8217;auto ha messo la freccia a sinistra. Malgrado la strada sia libera anche l&#8217;autista della vettura non vede dietro di sè la moto. Sono soli sulla strada quando Gabriele capisce, frena disperatamente ma urta l&#8217;autovettura. Il ragazzo viene disarcionato come da un cavallo e urta violentemente le lamiere taglienti della cuspide. Causa del decesso ferite mortali alla zona inguinale con imponente schock emorragico.<br />
Gabriele non era certo un biker scatenato ma un ragazzo normale che forse ha fatto una cazzata ma, per l&#8217;incuria di altri, è morto.<br />
La mia non è una lettera ma una supplica  che invio ai canali di denuncia, alle istituzioni in cui credo, alle persone sensibili che sono attente ai problemi<br />
</em></p>
<ul>
<li><em>affinchè finalmente venga sistemato quello stramaledetto guard-rail</em></li>
<li><em>affichè, non solo quel punto, ma tutta la Statale 38 ,che sembra una Via Crucis, venga messa in sicurezza</em></li>
<li><em>affinchè non ci siano più Gabrieli da piangere</em></li>
</ul>
<p>Questa è la foto della barriera in questione.</p>
<p><a href="http://www.visionzero.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/Statale-38-Km-27+900-28-febbraio-2011.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-582" title="Statale 38 Km 27+900 28 febbraio 2011" src="http://www.visionzero.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/Statale-38-Km-27+900-28-febbraio-2011-764x1024.jpg" alt="Statale 38 Km 27+900 28 febbraio 2011" width="586" height="785" /></a></p>
<p>Giudicate voi se è pericolosa o no.</p>
<p>Sarebbe tanto difficile curvare verso il basso e interrare la parte terminale, oppure installare un terminale di questo tipo, ad assorbimento d&#8217;urto?</p>
<p><a href="http://www.visionzero.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/Terminale-guardrail.JPG"><img class="alignnone size-full wp-image-583" title="Terminale guardrail" src="http://www.visionzero.org/blog/wp-content/uploads/2011/03/Terminale-guardrail.JPG" alt="Terminale guardrail" width="800" height="574" /></a></p>
<p>E&#8217; mai possibile che a distanza di quasi quattro anni da questa tragedia, non sia stato fatto nulla per evitarne altre simili?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.visionzero.org/blog/2011/03/02/una-vergogna-italiana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Helmets MotoClub</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2010/07/26/helmets-motoclub/</link>
		<comments>http://www.visionzero.org/blog/2010/07/26/helmets-motoclub/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 14:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cangeletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.visionzero.org/blog/?p=556</guid>
		<description><![CDATA[Un gruppo di giovani motociclisti con base a Marano di Napoli (NA) ha di recente fondato l&#8217;Helmets MotoClub (http://www.helmetsmotoclub.it/), che come dice il nome, intende sensibilizzare i giovani all&#8217;uso del casco e in generale alla sicurezza stradale.
Il mancato rispetto della legge sull&#8217;uso del casco è difficile da credere per   chi non vive nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un gruppo di giovani motociclisti con base a Marano di Napoli (NA) ha di recente fondato l&#8217;Helmets MotoClub (<a href="http://www.helmetsmotoclub.it/" target="_blank">http://www.helmetsmotoclub.it/</a>), che come dice il nome, intende sensibilizzare i giovani all&#8217;uso del casco e in generale alla sicurezza stradale.</p>
<p>Il mancato rispetto della legge sull&#8217;uso del casco è difficile da credere per   chi non vive nella realtà napoletana, ma purtroppo in quell&#8217;area sono ancora troppi coloro che non ne fanno uso, e le statistiche sanitarie ed i rapporti delle forze dell&#8217;ordine lo confermano.</p>
<p>Così si presentano sul loro sito i fondatori del MotoClub.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Helmets MotoClub nasce nel 2010 dalla passione di un gruppo di Amici amanti delle moto, e della sicurezza ed elegge a suo motto:<br />
</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“ Chi rinuncia alla sicurezza per raggiungere la libertà,</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>non merita né sicurezza né libertà ”</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Girando per le strade per dare sfogo alla nostra passione, abbiamo notato che molti non sono consapevoli delle drammatiche conseguenze del mancato rispetto di piccole ma fondamentali regole di sicurezza, prima fra tutte l’uso del casco.<br />
</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Potevamo continuare per la nostra strada, ma per dare un senso alla nostra passione, abbiamo deciso di fondare il nostro Club, chiamandolo Helmets, ossia caschi, proprio allo scopo di portare sempre con noi un chiaro messaggio rivolto a giovani e genitori:</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>“IL CASCO TI SALVA LA VITA ”</em></p>
<p>Iniziative come questa sono lodevoli, perciò all&#8217;Helmets MotoClub vanno tutta la nostra stima e il nostro appoggio.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.visionzero.org/blog/2010/07/26/helmets-motoclub/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Report e la Sicurezza Stradale</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2010/04/23/report-e-la-sicurezza-stradale/</link>
		<comments>http://www.visionzero.org/blog/2010/04/23/report-e-la-sicurezza-stradale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 13:14:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Cartia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dossier]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.visionzero.org/blog/?p=552</guid>
		<description><![CDATA[Il servizio di Report dell&#8217;11 Aprile 2010


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il servizio di Report dell&#8217;11 Aprile 2010</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ATC6gFmMVf4&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ATC6gFmMVf4&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/uBRexPQJftc&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/uBRexPQJftc&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.visionzero.org/blog/2010/04/23/report-e-la-sicurezza-stradale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vision Zero esclusa dal bando sulla sicurezza stradale del Ministero della Gioventù</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2010/04/02/vision-zero-esclusa-dal-bando-sulla-sicurezza-stradale/</link>
		<comments>http://www.visionzero.org/blog/2010/04/02/vision-zero-esclusa-dal-bando-sulla-sicurezza-stradale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 23:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cangeletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.visionzero.org/blog/?p=550</guid>
		<description><![CDATA[Il progetto con il quale l&#8217;Associazione Vision Zero ONLUS ha partecipato al bando del Ministero della Gioventù per la sicurezza stradale nel marzo 2009 è risultato idoneo, ma  non è stato ammesso al finanziamento.
Qualche informazione sui progetti ammessi (16 in tutto); i testi virgolettati sono tratti dai siti degli enti cui si riferiscono.

Il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto con il quale l&#8217;Associazione Vision Zero ONLUS ha partecipato al bando del Ministero della Gioventù per la sicurezza stradale nel marzo 2009 è risultato idoneo, ma  non è stato ammesso al finanziamento.</p>
<p>Qualche informazione sui progetti ammessi (16 in tutto); i testi virgolettati sono tratti dai siti degli enti cui si riferiscono.</p>
<ol style="list-style-type: decimal;">
<li>Il primo classificato, &#8220;ANIA  Campus 2009&#8243;, fa capo all&#8217;Associazione ANIA per la Sicurezza Stradale,  sul cui impegno in materia non abbiamo nulla da eccepire.</li>
<li>Il secondo, &#8220;A tutto G.A.S.S. &#8211; Le olimpiadi della responsabilità&#8221;,   è stato presentato dall&#8217;ICS associati, &#8220;un Istituto senza fini di  lucro, i cui principali scopi istituzionali sono la promozione e lo  sviluppo della ricerca e della cultura in generale,del livello e della  qualità dell’apprendimento individuale e collettivo,del livello e del  benessere sociale ed economico del territorio calabrese&#8221; (cito dal loro  sito web). Niente a che vedere con la sicurezza stradale, dunque.  Inoltre, il bando prevede che i progetti debbano estendersi su almeno  due regioni, il che rende il progetto ICS incompatibile con la propria  mission o con il bando.</li>
<li>Il terzo, &#8220;Due mari di sicurezza&#8221;, è dell&#8217;Associazione Generale  delle Cooperative Italiane, che quindi si occupa di cooperative e non di  sicurezza stradale. Dei suoi settori, l&#8217;unico vagamente compatibile con  la sicurezza stradale potrebbe essere quello denominato &#8220;Solidarietà&#8221;,  ma esso &#8220;promuove e sviluppa l&#8217;attività delle cooperative associate sul  piano tecnico-economico, assicurando il coordinamento sul piano  organizzativo ed operativo al fine di elevarne la caratterizzazione  professionale ed imprenditoriale; suscita nelle comunità la propensione  alla individuazione dei fabbisogni da soddisfare prioritariamente, la  consapevolezza della necessità di assumere il compito di identificare  soluzioni, strumenti, risorse per soddisfarli, e di partecipare  direttamente al controllo e alla valutazione delle attuazioni; promuove  nei territori la costituzione di organismi associativi, intercooperativi  e consortili; raccoglie dati ed informazioni sull&#8217;attività degli enti  associati al fine di adeguare la propria azione alle reali esigenze di  questi ultimi; assume ogni iniziativa diretta allo sviluppo della  cooperazione del settore anche in collegamento con i movimenti del  comparto solidarietà delle altre Centrali; partecipa o svolge  direttamente, autonomamente o su delega della Presidenza Nazionale  dell&#8217;A.G.C.I. convegni e seminari; promuove ed organizza corsi per la  formazione e la qualificazione degli operatori e tecnici del settore;  promuove, nell&#8217;esplicazione della tutela degli enti associati,  l&#8217;instaurazione di corretti ed efficienti rapporti con gli interlocutori  istituzionali, amministrativi e rappresentanti le professioni, le forze  politiche e sociali; promuove in accordo con l&#8217;A.G.C.I. il servizio  civile in tutte le sue espressioni e operare concretamente per  l&#8217;inserimento degli obiettori nelle società cooperative e nelle  strutture dell&#8217;organizzazione.&#8221; Quindi non c&#8217;entra nulla neanche questo.</li>
<li>Il quarto si intitola &#8220;&#8221;Guido con Prudenza &#8211; Laboratori civici  formativi&#8221; ed è dell&#8217;Associazione Hypocrites, che a quanto risulta dal  web sarebbe una compagnia teatrale.</li>
<li>Il quinto, &#8220;Riprendimoci il divertimento&#8221;, è dei Giovani  Professionisti Italiani, un&#8217;associazione che ha il fine di &#8220;valorizzare  il merito ed il ricambio generazionale&#8221;, senza alcuna connessione con la  sicurezza stradale.</li>
<li>Il sesto, &#8220;&#8221;Mamma sogni d&#8217;oro&#8221;, è dell&#8217;Associazione Help Handicap,  che opera esclusivamente nella Marsica (Avezzano e dintorni) e le sue  iniziative sono comunque sempre volte all&#8217;integrazione ed all&#8217;inclusione  sociale delle famiglie italiane e straniere con persone disabili al  proprio interno. Opera su tutto il territorio Marsicano ed ha  l&#8217;obiettivo di tutelare i diritti civili, la salvaguardia della vita  indipendente, l&#8217;autonomia della singola persona svantaggiata e della sua  famiglia. Sicurezza stradale? Macché. Almeno due regioni? Ri-macché.</li>
<li>Il settimo progetto, &#8220;Sulla buona strada&#8221;, è dell&#8217;ASI CIAO, un ente  che  &#8220;promuove iniziative culturali che tendono alla riscoperta del  tessuto comunitario nazionale. Attraverso l’organizzazione di grandi  eventi, mostre, fiere, rappresentazioni teatrali e concerti, l’ente è  impegnato con le Istituzioni culturali e la Pubblica Amministrazione per  contribuire alla valorizzazione della cultura tradizionale,  dell’identità storica e artistica delle nostre città. Dalla letteratura  all’enogastronomia, dalla musica all’editoria dalla drammaturgia al  cabaret, dal tempo libero al turismo sociale, dalla tutela dell’ambiente  al volontariato alla protezione civile.&#8221;</li>
</ol>
<p>Mi fermo qui.</p>
<p>Osservo soltanto che il bando prevede all&#8217;art. 5 comma 2 che &#8220;Possono essere soggetti proponenti, purché costituiti anteriormente alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’estratto del presente bando e la cui ordinaria attività e le cui finalità istituzionali non siano incompatibili con le finalità del presente bando&#8221;.</p>
<p>Rilevo inoltre che il bando stesso &#8220;ha lo scopo di promuovere progetti finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale anche attraverso attività di formazione, iniziative di divulgazione e sensibilizzazione nei confronti dei giovani, volte a promuovere modelli di comportamento responsabile alla guida, nel rispetto delle regole del Codice della strada.&#8221; (Art. 1).</p>
<p>Alla luce di tali evidenze, l&#8217;Associazione Vision Zero sta valutando l&#8217;ipotesi di ricorrere contro la decisione della commissione giudicatrice.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.visionzero.org/blog/2010/04/02/vision-zero-esclusa-dal-bando-sulla-sicurezza-stradale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; online la nostra nuova guida &#8220;L&#8217;ARTE DELLA SICUREZZA IN MOTO&#8221;</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2010/02/15/e-online-la-nostra-nuova-guida-larte-della-sicurezza-in-moto/</link>
		<comments>http://www.visionzero.org/blog/2010/02/15/e-online-la-nostra-nuova-guida-larte-della-sicurezza-in-moto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 23:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cangeletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.visionzero.org/blog/?p=463</guid>
		<description><![CDATA[Dopo una gestazione durata quasi due anni, siamo finalmente lieti di pubblicare la nostra nuova guida completa all&#8217;uso sicuro della moto, ad opera di Claudio Angeletti.
Per ulteriori dettagli e per scaricare la guida, vai alla pagina dedicata.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una gestazione durata quasi due anni, siamo finalmente lieti di pubblicare la nostra nuova guida completa all&#8217;uso sicuro della moto, ad opera di Claudio Angeletti.</p>
<p>Per ulteriori dettagli e per scaricare la guida, vai alla <a href="http://www.visionzero.org/blog/arte-della-sicurezza-in-moto/">pagina dedicata</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.visionzero.org/blog/2010/02/15/e-online-la-nostra-nuova-guida-larte-della-sicurezza-in-moto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cinquemila morti ma per le strade non c&#8217;è un Euro.</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2009/11/03/cinquemila-morti-ma-per-le-strade-non-ce-un-euro/</link>
		<comments>http://www.visionzero.org/blog/2009/11/03/cinquemila-morti-ma-per-le-strade-non-ce-un-euro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 12:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Cartia</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Normativa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.visionzero.org/blog/?p=425</guid>
		<description><![CDATA[In Finanziaria spariscono i fondi per la manutenzione
di Daniele Martini
	
Manutenzione delle strade zero.
Mentre il &#8216;governo del fare&#8217; continua a baloccarsi con il Ponte sullo Stretto, sapete quanto stanzia davvero con la Finanziaria 2010 per tenere in sesto le grandi vie di comunicazione, cio&#232; i circa 22 mila chilometri di pertinenza dell&#8217;Anas? Zero euro, appunto. Niente. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>In Finanziaria spariscono i fondi per la manutenzione</h2>
<p><em>di Daniele Martini<br />
	</em></p>
<p>Manutenzione delle strade zero.</p>
<p>Mentre il &lsquo;governo del fare&rsquo; continua a baloccarsi con il Ponte sullo Stretto, sapete quanto stanzia davvero con la Finanziaria 2010 per tenere in sesto le grandi vie di comunicazione, cio&egrave; i circa 22 mila chilometri di pertinenza dell&rsquo;Anas? Zero euro, appunto. Niente. Nonostante il piano quadriennale di investimenti dell&rsquo;azienda pubblica delle strade prevedesse per l&rsquo;anno prossimo un fabbisogno di 1.660 milioni. Un dato che fa impressione, tanto pi&ugrave; perch&eacute; spunta proprio alla vigilia del World Day of Remembrance delle vittime della strada dichiarato dall&rsquo;Onu per il 15 novembre.</p>
<p>Tra la manutenzione e i morti sull&rsquo;asfalto, infatti, la relazione &egrave; strettissima: pi&ugrave; le vie sono maltenute, pi&ugrave; cresce il tasso di incidentalit&agrave;.</p>
<p><span id="more-425"></span></p>
<p>Lo suggerisce l&rsquo;esperienza e lo ha stabilito anche un gruppo di ricercatori dell&rsquo;universit&agrave; Federico II di Napoli, i quali hanno calcolato che almeno il 40 per cento dei sinistri &egrave; collegabile alle condizioni delle vie di comunicazione, dai guard rail spesso non a norma alla segnaletica approssimativa o addirittura sbagliata all&rsquo;asfalto traditore, gibboso o pieno di buche e irregolarit&agrave;. Non occorre essere scienziati per intuire quali saranno le conseguenze delle scelte del governo.<br />
	In una recente audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, il presidente dell&rsquo;Associazione dei costruttori (Ance), Paolo Buzzetti, lo ha ricordato ai parlamentari: &ldquo;L&rsquo;assenza del contributo annuale in conto capitale provocher&agrave; il blocco della regolare attivit&agrave; dell&rsquo;ente stradale, con gravi conseguenze sullo sviluppo e la manutenzione di tutta la rete&rdquo;.<br />
	Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, per&ograve;, forse non riuscendo a recuperare risorse per gli opportuni investimenti, preferisce parlar d&rsquo;altro alimentando la convinzione che l&rsquo;ecatombe stradale sia imputabile solo ai comportamenti sbagliati di automobilisti e motociclisti e quindi punta l&rsquo;indice sullo sballo del sabato sera, gli ubriachi al volante, la velocit&agrave;, le distrazioni, la guida spericolata, l&rsquo;im pasticcamento e via dicendo.</p>
<p>Giornali e tv rincarano la dose, come fosse verit&agrave; rivelata. E invece &egrave; solo un pezzo di verit&agrave;. Che rischia di diventare una bugia se non accompagnata dalla constatazione che le strade italiane sono quelle tenute peggio d&rsquo;Europa. Coerente all&rsquo;idea che sia tutta colpa degli automobilisti, il Ministro ha lanciato una campagna pubblicitaria per esortarli a tenere comportamenti pi&ugrave; civili, con testimonial di sicuro effetto, da Maria Grazia Cucinotta al campione di scherma Aldo Montano alla tuffatrice Tania Cagnotto. Il leit motiv dell&rsquo;iniziativa &egrave; Sulla buona strada . Peccato che di buono sulle vie di comunicazione italiane sia rimasto davvero poco.</p>
<p>Gli effetti dell&rsquo;incuria sono devastanti. Gli incidenti sono la prima causa di morte nella fascia di et&agrave; fino a 40 anni, in un anno ce ne sono stati 231 mila con 5.131 morti (10 volte i caduti sul lavoro e 100 volte pi&ugrave; di tutti gli altri sistemi di trasporto messi insieme, dall&rsquo;aereo alla nave al treno) e 326 mila i feriti. Ai costi umani si sommano quelli sociali ed economici, dai risarcimenti delle assicurazioni alla perdita di produttivit&agrave; per gli infortuni e i decessi. Secondo l&rsquo;ultima valutazione disponibile, gli incidenti stradali costano al sistema Italia la bellezza di oltre 30 miliardi di euro all&rsquo;anno, circa il 2 per cento del Pil, quanto un paio di manovre Finanziarie pesanti. L&rsquo;incuria si abbatte anche sulle imprese, non solo quelle che hanno bisogno come il pane delle strade per farci viaggiare le merci, ma anche le circa 5.000 aziende specializzate nella manutenzione con 50 mila occupati, dalle ditte dell&rsquo;asfalto a quelle della segnaletica. La percentuale di fallimenti tra questo tipo di societ&agrave; &egrave; di gran lunga superiore a quella purtroppo in crescita degli altri settori produttivi.<br />
	Per un motivo semplice: mentre su queste ultime si scaricano solo gli effetti della crisi, su quelle della manutenzione pesa anche un altro fattore di lunga durata e cio&egrave; il calo delle commesse iniziato anni fa. Fin dai tempi di quello che gli addetti ai lavori chiamano il &lsquo;federalismo stradale&rsquo;, provvedimento voluto dal ministro Franco Bassanini all&rsquo;epoca del governo di centrosinistra della fine anni Novanta. In base a quella legge migliaia di chilometri di strade sono passati dall&rsquo;Anas alle Regioni e se l&rsquo;Anas spendeva assai poco per migliorare le strade (appena 7.000 euro a chilometro, rispetto ai 20 considerati necessari), alcuni Governatori hanno deciso di spendere anche meno.</p>
<p>Per invertire questa tendenza ci vorrebbero investimenti: il confronto con il resto d&rsquo;Europa &egrave; umiliante. Secondo il Libro bianco sulla sicurezza stradale, mentre in Italia per le strade si spende in media 1 euro per abitante, in Svizzera spendono 26 euro, Svezia 23, Francia 22, Belgio 10, Regno Unito 5. Eppure le risorse, a volerle trovare, ci sarebbero anche in Italia.<br />
	Secondo uno studio dell&rsquo;Anfia (l&rsquo;associazione della filiera dell&rsquo;industria automobilistica) il carico fiscale sul settore, dalla tassa di immatricolazione al bollo, in 5 anni &egrave; cresciuto di quasi il 10 per cento arrivando a circa 80 miliardi di euro. Quasi niente di questa montagna di quattrini, per&ograve;, ritorna sulle strade.<br />
	&ldquo;Non si pu&ograve; soltanto prendere dalle tasche degli automobilisti&rdquo;, ammonisce Enrico Gelpi, presidente dell&rsquo;Automobile Club (Aci).</p>
<p>Poi ci sarebbe tutto lo stock delle multe stradali, un tesoro di circa 1,2 miliardi. In base al Codice della strada il 50 per cento delle multe locali e il 20 per cento di quelle nazionali (Polizia stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza) dovrebbero andare alla manutenzione delle strade. Ma nessuno lo fa, anche perch&eacute; finora non erano previste sanzioni per gli enti inadempienti. Confindustria e Finco (Federazione delle imprese di prodotti per le costruzioni) in una recente audizione al Senato hanno sollecitato i parlamentari a modificare l&rsquo;andazzo.</p>
<p>Alla Camera poco tempo fa &egrave; stata approvata con un voto bipartisan (2 soli astenuti) la cosiddetta legge Valducci (da Mario Valducci, deputato Pdl) che impone sia l&rsquo;utilizzo di parte dei proventi delle multe sia l&rsquo;obbligo per i proprietari delle strade di effettuare interventi costanti e programmati.<br />
	Ma arrivato al Senato il testo si &egrave; impantanato e c&rsquo;&egrave; chi dice che a frenare sia soprattutto il relatore, Angelo Maria Cicolani, anche lui Pdl, ritenuto un buon amico delle Autostrade, societ&agrave; per niente entusiasta di vedersi imporre per legge l&rsquo;obbligo della manutenzione.</p>
<p>Il Parlamento italiano, inoltre, sta accingendosi a fare propria la direttiva comunitaria sulla cura delle strade e sar&agrave; interessante vedere che piega verr&agrave; impressa alla faccenda. Se l&rsquo;Italia, cio&egrave;, si limiter&agrave; a considerare l&rsquo;atto europeo come una generica esortazione oppure lo considerer&agrave; vincolante per tutte le strade e non solo per gli 8.000 chilometri di vie di interesse continentale.<br />
	Decisiva sar&agrave; la decisione sui servizi ispettivi e di controllo. Alla Conferenza sul traffico di Riva del Garda, terminata il 28 ottobre, l&rsquo;Aci si &egrave; proposto come &ldquo;organismo indipendente per la valutazione dei livelli di sicurezza delle infrastrutture&rdquo;. Ma anche altre associazioni si stanno facendo avanti e non &egrave; escluso un coinvolgimento dell&rsquo;Inail (l&rsquo;istituto per gli infortuni sul lavoro), ormai diventata una specie di cassaforte pubblica con oltre 11 miliardi di euro di liquidit&agrave;.</p>
<p>Nella passata legislatura il ministro Alessandro Bianchi ricostitu&igrave; la Direzione generale per la sicurezza stradale, smontata alcuni anni prima dal governo Berlusconi, ma poi l&rsquo;esecutivo di centrosinistra cadde e di quella struttura sono rimasti gli uffici, il responsabile e poco pi&ugrave;. Questa estate il Governo ci ha ripensato istituendo un altro ispettorato per le strade affidato ad un tecnico stimato, l&rsquo;ingegner Pasquale Cialdini, e collocato nella sede dell&rsquo;ex ministero della Marina Mercantile all&rsquo;Eur.</p>
<p>Ma anche questa nuova struttura sembra un cane da guardia privo di denti. Con una sede grande e lussuosa, begli uffici, e poco personale.</p>
<p><em>Daniele Martini<br />
	</em></p>
<p>Articolo tratto da &quot;<a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/" target="_blank">Il Fatto Quotidiano</a>&quot; del 3 novembre 2009.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.visionzero.org/blog/2009/11/03/cinquemila-morti-ma-per-le-strade-non-ce-un-euro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Think! La sicurezza stradale secondo Her Majesty.</title>
		<link>http://www.visionzero.org/blog/2009/10/21/think-la-sicurezza-stradale-secondo-her-majesty/</link>
		<comments>http://www.visionzero.org/blog/2009/10/21/think-la-sicurezza-stradale-secondo-her-majesty/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 15:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudio Cartia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne]]></category>
		<category><![CDATA[Dossier]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.visionzero.org/blog/?p=424</guid>
		<description><![CDATA[
	Vorrei cominciare con questo post una serie di piccole indagini su quanto si fa all&#39;estero per la sicurezza stradale in termini di comunicazione. Se la riduzione dell&#39;incidentalit&#224; stradale e del numero delle vittime &#232; un obiettivo comune a tutti i governi dei paesi sviluppati, non altrettanto condivisi sono i mezzi e le metodologie messe in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
	Vorrei cominciare con questo post una serie di piccole indagini su quanto si fa all&#39;estero per la sicurezza stradale in termini di comunicazione. Se la riduzione dell&#39;incidentalit&agrave; stradale e del numero delle vittime &egrave; un obiettivo comune a tutti i governi dei paesi sviluppati, non altrettanto condivisi sono i mezzi e le metodologie messe in campo per raggiungere tali obiettivi.</p>
<p>
	Le campagne di sensibilizzazione sono particolarmente interessanti, rispecchiano chiaramente i diversi approcci e le diverse sensibilit&agrave; verso uno stesso problema. Sono anche un argomento spesso controverso, soprattutto in Italia. Una delle obiezioni che pi&ugrave; spesso viene sollevata nel nostro Paese riguarda l&#39;efficiacia di tali campagne, quindi l&#39;opportunit&agrave; o meno di spenderci soldi che potrebbero essere utilizzati in opere pi&ugrave; concrete.</p>
<p>
	La seconda ha a che fare con lo stile che viene impiegato per tali campagne. La maggior parte degli spot televisivi e della cartellonistica utilizzata all&#39;estero, soprattutto nel Nord Europa, &egrave; molto diretta, non usa metafore, mostra il morto se necessario, fa leva sulle emozioni e le paure del pubblico a cui &egrave; rivolta. Nel nostro Paese invece le campagne di sensibilizzazione (invero piuttosto rare) che arrivano sui principali canali televisivi e sulla stampa sono molto &quot;soft&quot;, fanno largo uso di metafore, inquadrature fuori campo e di sottintesi, evitando di mostrare immagini crude.</p>
<p>
	Chi scrive ritiene che il nostro approccio sia poco efficace&#8230; ma prima di approfondire la situazione italiana, diamo uno sguardo in casa dei nostri vicini.</p>
<p style="text-align: center;">
	<a href="http://think.dft.gov.uk/think/" target="_blank"><img align="middle" alt="" border="0" height="143" src="http://www.visionzero.org/blog/wp-content/uploads/think.jpg" width="190" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
	<a href="http://think.dft.gov.uk/think/" target="_blank"><strong>THINK! &#8211; Road Safety</strong></a> &egrave; l&#39;iniziativa lanciata dal Ministero dei Trasporti Britannico&nbsp; nel 2000, allo scopo di unire sotto un unico marchio tutte le campagne e le iniziative di sensibilizzazione ai problemi della sicurezza stradale.</p>
<p style="text-align: left;">
<span id="more-424"></span>	L&#39;ambizioso obiettivo che il Governo si &egrave; dato &egrave; quello di ridurre del 40% il numero di vittime e feriti gravi sulle proprie strade entro il 2010, usando il 1986 come anno di riferimento. Sempre secondo i governanti Britannici, l&#39;educazione e la pubblicit&agrave; giocano un ruolo fondamentale nell&#39;aumentare la consapevolezza degli utenti della strada, per cui&#8230; ecco Think!.</p>
<p style="text-align: left;">
	Le campagne promosse negli anni da Think! sono numerose e diverse. I temi pi&ugrave; spesso affrontati sono la guida sotto l&#39;effetto di droghe e alcool, l&#39;attenzione verso le &quot;categorie deboli&quot; della strada (pedoni, ciclisti, motociclisti), il rispetto dei limiti di velocit&agrave; nelle zone urbane.</p>
<p style="text-align: left;">
	Per alcune campagne sono stati creati dei portali specifici, come nel caso della <a href="http://www.dft.gov.uk/think/drugdrive/" target="_blank">guida sotto gli effetti delle droghe</a>.</p>
<p style="text-align: left;">
	Gli spot televisivi di Think! sono generalmente di ottima fattura, realizzati da comunicatori di fama internazionale come M&amp;C Saatchi&nbsp; o WCRS, sono estremamente schietti ed espliciti, spesso drammatici.</p>
<p style="text-align: left;">
	Alcuni esempi&#8230;</p>
<p style="text-align: left;">
	<strong>Fate attenzione ai motociclisti:</strong></p>
<p>
	<object height="385" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/lsJs4AYa8sU&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="385" src="http://www.youtube.com/v/lsJs4AYa8sU&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">
	<strong>Guida in stato di ebbrezza:</strong></p>
<p>
	<object height="385" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/avBqDOf_C4c&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="385" src="http://www.youtube.com/v/avBqDOf_C4c&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">
	<strong>Cinture di sicurezza:</strong></p>
<p>
	<object height="385" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OsHL30Z60kg&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="385" src="http://www.youtube.com/v/OsHL30Z60kg&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">
	<strong>Limite di velocit&agrave; nelle aree urbane:</strong></p>
<p>
	<object height="385" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FS5f73EHRhA&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="385" src="http://www.youtube.com/v/FS5f73EHRhA&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object></p>
<p>
	Trattandosi di Inglesi non mancano anche gli spot con un certo umorismo (e ottimismo) di fondo. Tra i pi&ugrave; simpatici segnalo questi due: <object height="385" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/z1i6USxpNwk&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="385" src="http://www.youtube.com/v/z1i6USxpNwk&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object> <object height="295" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ubNF9QNEQLA&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="295" src="http://www.youtube.com/v/ubNF9QNEQLA&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="480"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.visionzero.org/blog/2009/10/21/think-la-sicurezza-stradale-secondo-her-majesty/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

