9 ottobre 2009

Per le vittime della strada serve il giusto processo

Archiviato in: Normativa — Tag:, , — Claudio Cartia @ 09:59

L’insegnante ha disegnato sulla lavagna la dinamica dello scontro: un 14enne è morto perché chi l’ha investito non ha rispettato lo stop. Poi ha scritto solo un due e tutta la classe ha pensato che al responsabile dello scontro avessero dato due anni, due anni di reclusione, ma l’insegnante ha spiegato: “Due mesi, due mesi di sospensione della patente”.

Anni di sentenze, conclusesi al solito in otto mesi di condanna con pena sospesa, non solo hanno prodotto nei familiari delle vittime un dilagante senso di impunità, ma hanno contribuito a sostenere il pensiero di chi crede che uccidere una persona in uno scontro sia “solo un incidente”, un crimine minore. (continua…)

15 marzo 2009

Vision Zero a “La borsa e la vita” su Rai Radio 1

Archiviato in: Attività — Tag:, — cangeletti @ 13:06

Il 12 marzo Vision Zero ha partecipato alla trasmissione “La Borsa e la vita”, in una puntata che, tra l’altro, trattava il tema della riduzione degli incidenti stradali.

Lo spunto era la pubblicazione sul Corriere della Sera di un articolo nel quale venivano riportate alcune cifre sull’incidentalità stradale italiana nel 2007, enfatizzando la riduzione dei decessi e degli incidenti rispetto all’anno precedente. La realtà però non è così rosea.

Ascolta e scarica la puntata in formato MP3.

Ringraziamo ancora Roberto Zampa per l’invito a partecipare alla trasmissione.

28 novembre 2008

Il Comandante della Polizia Municipale…

… ci informa di aver girato la nostra richiesta all’Ufficio di Statistica e Censimento del Comune di Roma.

Attendiamo fiduciosi gli sviluppi.

1 novembre 2008

Dove avvengono gli incidenti più gravi a Roma?

E’ quello che abbiamo chiesto al Comandante della Polizia Municipale; come associazione avente per oggetto la sicurezza stradale, infatti, abbiamo un interesse diretto a conoscere tali dati, che per tale motivo devono essere resi disponibili a norma della Legge 241/1990.

Non appena otterremo le informazioni richieste, faremo un’analisi dei luoghi più pericolosi e realizzeremo proposte per la loro messa in sicurezza, da inoltrare al comune e alle circoscrizioni, secondo le relative competenze.

17 ottobre 2008

Perché Roma è così pericolosa?

Archiviato in: Dossier — Tag:, , , , , — cangeletti @ 14:15

Non è un caso che Roma detenga il primato di città più pericolosa d’Europa.

Le cause di ciò sono numerose; proviamo ad elencarle.

  1. La mancanza di una politica del trasporto urbano degna di questo nome. C’è una grande differenza tra progettare la mobilità e tamponare alla bell’e meglio gli effetti del caos.
  2. Una rete di trasporti pubblici indegna di una grande città. Poche linee della metro, mezzi di superficie sovraffolati, ritardi e mancanze del servizio tengono alla larga moltissima gente e portano ad un aumento abnorme del traffico privato.
  3. Il conseguente, elevatissimo numero di due ruote, oltre 500.000, superiore a quello di qualsiasi altra città europea. Trattandosi di mezzi più pericolosi rispetto alle quattro ruote, è ovvio che essi incidano negativamente sulle statistiche.
  4. La mancanza di una rete capillare di piste ciclabili. Molta gente userebbe la bicicletta, se soltanto riuscisse a raggiungere la più vicina pista ciclabile senza essere travolta da un’auto.
  5. La mancanza di una rete urbana di scorrimento veloce. Roma è larga oltre 20 km e non c’è modo di attraversarla rapidamente. I tempi lunghissimi spingono gli utenti a tenere velocità eccessive su strade prive dei requisiti di sicurezza necessari, fatto che rende più pericolosa, caotica e stressante la circolazione.
  6. La mancanza di un sistema integrato di segnaletica stradale direzionale. Un gran numero di utenti non sa dove andare perché non esistono segnalazioni capillari (ad eccezione di quelle per l’Auditorium…), intralcia il traffico ed è causa incidenti con le proprie esitazioni.
  7. La scarsità di strade in regola con la legge. Sembra incredibile, ma la maggioranza delle strade della nostra città presenta errori di progettazione, sia nel tracciato che nella segnaletica, in violazione della normativa vigente. Il più vistoso di essi è l’assenza della suddivisione in corsie di quasi tutte le arterie di larghezza tale da consentire la marcia di più file di veicoli. tutto ciò rende impossibile una circolazione ordinata e favorisce le collisioni tra veicoli che si spostano a casaccio, più come una mandria che per file parallele.
  8. Lo stato spesso pietoso del fondo stradale. Buche che si riaprono ad ogni pioggia, tombini scivolosi e non allineati al piano stradale in seguito a riasfaltature, sampietrini scivolosi e spesso sconnessi, sedi stradali rese ondulate dalle radici dei pini, asfalti usurati e lisci come il vetro sono un cocktail micidiale, in particolar modo per gli utenti delle due ruote.
  9. L’educazione degli utenti della strada. La maggior parte di loro sembra avere un’idea molto vaga delle regole del codice e del significato della segnaletica; basta vedere come si spostano, quanto usano le frecce, quanto rispettano semafori e stop, quanto allacciano le cinture, in che stato sono luci e stop dei loro veicoli.
  10. Il comportamento della Polizia Municipale. Capisco che gestire il traffico romano sia una cosa estremamente difficile, ma è sbagliato smettere di provarci e reprimere quasi esclusivamente le violazioni “facili”, come il divieto di sosta. Vorrei che i VV.UU. avessero uno scatto d’orgoglio, arginassero con efficacia il malcostume dilagante e sanzionassero pesantemente i comportamenti più pericolosi: cinture slacciate, bambini in braccio alla mamma sul sedile anteriore (davanti all’airbag) o in piedi sulla pedana dello scooter, veicoli con svariate luci mancanti, slalom irresponsabili, velocità eccessive.

Tutte queste cose sono indegne di una capitale e inconcepibili in qualsiasi altra metropoli europea, ivi comprese quelle dell’Est.

Vorremmo proprio che tutto questo cambiasse in meglio e per questo siamo già al lavoro: abbiamo avviato un censimento delle infrastrutture non in regola con la legge, in modo da poterle segnalare agli assessorati competenti.

Per informazioni su come darci una mano, info@visionzero.org.

15 ottobre 2008

Roma è la città più pericolosa d’Europa

Archiviato in: News — Tag:, , , — cangeletti @ 10:31

NEL 2008 8-10 MORTI AL GIORNO IN ITALIA; CENTRI URBANI A RISCHIO
(ANSA) – ROMA, 13 OTT – Roma e’ la citta’ europea piu’ pericolosa sotto il profilo della sicurezza stradale e i centri italiani hanno un livello di rischio superiore a quello delle altre citta’ d’Europa: tre incidenti su quattro si verificano sulle strade cittadine. Un primato allarmante. Gli incidenti stradali appaiono sempre piu’ come una vera e propria emergenza nazionale – con una media di 8-10 morti ogni giorno e costi
attorno ai 34 miliardi l’anno – all’interno di una piu’ ampia un’emergenza europea. Ogni anno, fa sapere l’Aci, nelle 27 capitali europee muoiono 24 mila persone sulle strade: la meta’ sono minorenni, 5.000 sono bambini. Pedoni, motociclisti e, appunto, bambini, le categorie piu’ esposte: basti dire che in Europa il 40% dei bimbi viaggia in auto senza seggiolino e fra i pedoni si registra una media di due morti e 55 feriti al giorno.
Proprio il tema della sicurezza sulle arterie dei centri urbani e’ stato scelto, quest’anno, come leit motiv della seconda Giornata europea per la sicurezza stradale, che ha avuto il suo epicentro a Parigi, ma ha coinvolto anche in Italia scolaresche, associazioni, istituzioni, enti locali in uno sforzo comune di sensibilizzazione al problema.
Se il numero di incidenti stradali in Italia risulta in calo rispetto a qualche anno fa, ad aumentare notevolmente sono soprattutto le vittime nelle aree urbane. I dati diffusi oggi dalla Fondazione Ania, che fa capo all’associazione delle compagnie assicurative italiane, indicano che ogni quattro incidenti con danni alle persone, tre si verificano in ambito urbano: un fenomeno che nel 2007 ha provocato con 2.600 morti e 210.000 feriti. Non solo. Stando alle statistiche Ue, su 27 capitali europee, Roma e’ risultata, nel corso dell’ultimo decennio, la citta’ piu’ pericolosa, battendo centri del calibro di Parigi, Londra, Barcellona o Stoccolma. A rischiare di piu’, e’ soprattutto chi viaggia su scooter e motocicli: l’85% degli incidenti e il 50% dei decessi su due ruote – ricorda l’Aci – avvengono proprio in citta’.
In generale, in Italia il numero delle vittime sulle strade, sebbene in discesa, resta molto alto. In base alle ultime rilevazioni di Polstrada e Carabinieri, tra gennaio e settembre 67.586 persone sono rimaste ferite, il 10% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Altre 2.294 hanno perso la vita, 174 in meno. Ma in media annua questo vuol dire che si sono avuti tra gli 8 e i 10 decessi ogni giorno. Un numero che
va ridotto, ”e’ una priorita’ politica”, ha detto oggi a Bruxelles il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani. Anche perche’ nelle pieghe di queste cifre, si nascondono specifiche casistiche che riguardano proprio i soggetti piu’ esposti. Il ministro dei Trasporti, Matteoli, ricordava pochi giorni fa che
in Italia ogni anno si contano mille morti e 25 mila feriti all’anno solo tra pedoni e ciclisti.

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