23 gennaio 2009

Conclusi i lavori del Tavolo per la riforma del Codice della strada

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Con l’incontro di Ieri, avvenuto a Roma presso la sede del Dipartimento per i Trasporti Terrestri del Ministero dei Trasporti, si sono conclusi i lavori del tavolo di lavoro costituito dal Ministro dei Trasporti per la riforma del Codice della strada.

Le attività si sono svolte nell’arco di quattro incontri, ciascuno incentrato su un tema: persone, veicoli, infrastrutture e circolazione.

Obiettivo del Tavolo era raccogliere dalla società civile (erano presenti quasi tutte le associazioni coinvolte nel settore della circolazione stradale) suggerimenti utili alla stesura della legge delega per la stesura del nuovo codice della strada.

Al termine dei lavori, il Capo del Dipartimento per i trasporti terrestri e il trasporto intermodale, ing. Amedeo Fumero, ha assicurato che i suggerimenti raccolti saranno tenuti in considerazione nella stesura della legge delega e ha affermato che le associazioni partecipanti saranno coinvolte anche successivamente, nella stesura del codice vero e proprio.

Vision Zero era presente agli ultimi due incontri e ha partecipato attivamente alla discussione, fornendo spunti e suggerimenti che speriamo saranno utili.

Un documento contenente le proposte dell’Associazione è stato consegnato oggi alla segreteria del Dipartimento per i Trasporti Terrestri. Si riporta di seguito il testo integrale delle nostre proposte.

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Roma, 23 gennaio 2009

 

Gruppo di Riforma del Codice della Strada

Proposte dell’Associazione Vision Zero ONLUS

 

Principi generali

 

Noi di Vision Zero ONLUS crediamo fortemente che il nuovo Codice della strada debba essere realizzato tenendo conto di alcuni principi generali, fondamentali ai fini della sicurezza e dell’efficienza della circolazione stradale.

 

1.     La nostra legislazione faccia esplicitamente proprio lo spirito della risoluzione “Vision Zero”, adottata dal parlamento Svedese nel 1997 come linea guida per tutte le attività riguardanti la circolazione stradale, che si basa su un presupposto tanto semplice quanto rivoluzionario: la perdita di vite umane nel traffico è inaccettabile.

Per tendere realmente a questo risultato, è necessario che:

  • le infrastrutture vengano adeguate maggiormente alle capacità e alle caratteristiche degli esseri umani;
  • le strade, i veicoli e gli utenti della strada diventino un sistema integrato per la sicurezza, dove tutti i soggetti – amministrazioni pubbliche, progettisti, gestori, forze dell’ordine e utenti pubblici e privati – cooperano tra loro assumendosi la propria quota di responsabilità.

 

2.     La circolazione stradale non sia pensata esclusivamente in funzione degli autoveicoli, bensì tenendo conto anche della presenza degli utenti deboli della strada: disabili, bambini, anziani, pedoni in genere, ciclisti e motociclisti.

A tale scopo, servono:

  • dovunque possibile, marciapiedi e corsie riservate ai ciclisti in tutte le strade urbane ed extraurbane;
  • la reale eliminazione di ogni limite alla circolazione dei disabili;
  • barriere stradali e in generale infrastrutture sicure anche per i veicoli a due ruote.

 

3.     La circolazione veicolare nelle aree metropolitane sia gestita per quello che è: un’emergenza da risolvere.

Nelle nostre città regna un caos indistinto, dove un numero elevatissimo di veicoli e in particolare di mezzi a due ruote circola allo stato brado in un reticolo viario che non ha neanche la parvenza di un sistema.

Tutto ciò è fonte di elevatissimi tassi di incidentalità e mortalità, sotto gli occhi di tutti, di costi e diseconomie ingenti e di gravi limitazioni alla mobilità per tutti gli utenti deboli della strada.

Per risolvere questa emergenza è a nostro avviso indispensabile:

  • creare reti di trasporto pubbliche efficaci da offrire come valida alternativa al trasporto privato;
  • realizzare reti autostradali urbane, il più possibile prive di intersezioni e con limite elevato a 70 km/h, che consentano di accorciare i lunghissimi tempi di attraversamento delle nostre città;
  • realizzare sistemi di segnaletica capillari che consentano a tutti gli utenti un facile orientamento negli agglomerati urbani;
  • prevedere l’istituzione, nelle vie a forte densità di traffico, di corsie e spazi preferenziali riservate ai motocicli.

 

4.     Le nuove norme siano semplici e chiare da adottare e da comprendere, con comportamenti vietati e relative sanzioni definiti con precisione.

 

5.     Il nuovo Codice della Strada sia davvero realtà su tutto il territorio nazionale, magari attraverso l’istituzione di un ufficio in seno al Ministero, adeguatamente finanziato, in grado di verificare realmente ed efficacemente di conformità alla normativa della rete viaria nazionale e locale.

 

Proposte di dettaglio

Accertamento delle infrazioni

1.     Certificazione apparecchi di misurazione

Introdurre esplicitamente l’obbligo della taratura periodica di tali strumenti.

Circolazione

2.     Leggibilità della targa

Definire chiaramente le sanzioni per tutti i casi di non visibilità della targa attualmente non disciplinati con chiarezza: targa sporca, targa “accidentalmente” coperta da foulard, catene o altro, targa inclinata in modo irregolare.

Definire il divieto di installazione ed uso dei portatarga universali reclinabili.

Fissare una sanzione esemplare per chi con queste modalità occulta anche solo parzialmente o accidentalmente il proprio numero di targa allo scopo di sfuggire all’identificazione da parte delle Forze dell’Ordine.

3.     Transito dei motoveicoli sulle corsie di emergenza

Consentire, in caso di arresto del traffico, il transito dei mezzi a due ruote lungo le corsie di emergenza, con un limite di velocità idoneo, visto che tali veicoli possono sgombrare rapidamente la corsia nel caso di passaggio di un mezzo di soccorso.

4.     Tolleranza per il superamento dei limiti di velocità

Fermi restando i limiti di velocità attuali e il divieto del loro superamento, fissare un margine minimo oltre il limite di velocità (si propongono 10 km/h) al di sotto del quale non sia prevista alcuna sanzione. Ciò consentirebbe di:

  • evitare l’invio di un elevato numero di verbali con violazioni marginali (spesso anche di 1 km/h al netto della tolleranza prevista);
  • evitare nell’utente la sensazione che si tratti di una differenza tanto piccola da poter essere dovuta ad errori di rilevazione;
  • di conseguenza, ridurre il numero dei ricorsi. 

Guida

5.     Introduzione di prove di guida sicura per il conseguimento della patente

Insegnare nei corsi per il conseguimento della patente le basi della guida sicura e introdurre almeno un test di frenata al limite su fondo asciutto e bagnato con evitamento di ostacolo.

6.     Introduzione di test teorico-pratici per la revisione della patente

Introdurre, oltre alla visita medico, un esame volto a verificare la conoscenza del codice vigente e il possesso dell’effettiva capacità di guidare un veicolo.

7.     Calzature

Reintrodurre l’obbligo di calzature chiuse e, per gli utenti delle due ruote, dotate di suole in gomma antiscivolo.

Infrastrutture

8.     Corsie e spazi preferenziali per motocicli

Nei centri urbani i motoveicoli, il cui numero è divenuto abnorme a causa della carenza di reti di trasporto pubbliche e della bassissima velocità di un traffico congestionato, si muovono in maniera estremamente pericolosa, e le statistiche sull’incidentalità stanno a confermarlo. In particolare, i mezzi a due ruote si spostano sull’asse di mezzeria, spesso sconfinando nel senso opposto di marcia.

Costringere gli utenti delle due ruote – che comportano la riduzione del numero di autovetture in circolazione e la riduzione del fabbisogno di spazi e parcheggi nelle aree urbane – a spostarsi come se fossero mezzi a quattro ruote non ha senso (tanto varrebbe usare l’auto, con conseguente perdita dei vantaggi per il singolo e per la collettività), oltre ad essere evidentemente impossibile.

Il problema potrebbe essere gestito realizzando, nelle strade urbane a forte densità di traffico, corsie riservate alla marcia dei motocicli.

Trattandosi di veicoli di larghezza ridotta, basterebbe poco, una corsia di un metro circa, nella quale il traffico a due ruote potrebbe scorrere riducendo al minimo le interferenze con il traffico a quattro ruote.

Utile sarebbe anche l’introduzione di una doppia striscia di arresto in corrispondenza dei semafori, con creazione tra le due strisce di uno spazio riservato all’arresto dei veicoli a due ruote (soluzione adottata su alcuni tratti stradali urbani in Francia).

9.     Durata del giallo uniforme su tutto il territorio nazionale

Fissare una durata del giallo semaforico uguale (si propone un tempo si 3 s) su tutto il territorio nazionale, in modo da dare agli utenti la certezza di tale dato e consentirgli di tenere il comportamento migliore in ogni circostanza.

Sappiamo che non tutti gli incroci sono uguali, perché hanno tempi di attraversamento diversi. Il problema può essere risolto facilmente, ritardando opportunamente l’accensione del verde nell’altra direzione, in funzione del tempo di attraversamento.

Ad esempio, ipotizziamo un incrocio molto grande, lungo 55 metri, tale che a 40 km/h venga percorso in circa 5 s. Scatta il giallo, passano tre secondi e scatta il rosso, ma il verde nell’altra direzione non scatta subito, bensì dopo altri 5 secondi; in questo modo, chi è passato al termine del giallo ha tutto il tempo per sgombrare l’incrocio, e la sicurezza della circolazione è garantita.

10. Motivazione esplicita ai limiti di velocità particolari

Rendere obbligatorio segnalare la motivazione per cui è stato apposto un limite particolare di velocità, in modo da:

  • eliminare la sensazione, frequentissima, che tale limite sia stato apposto a casaccio;
  • conseguentemente, rafforzare il rispetto per tale segnalazione.

 

 

7 gennaio 2009

Vision Zero collabora alla riforma del Codice della Strada

Archiviato in: Attività — Tag:, — cangeletti @ 10:50

L’Associazione è stata invitata a partecipare al tavolo di lavoro recentemente costituito dal Ministro dei Trasporti per la riforma del Codice della strada.
La prima riunione alla quale parteciperemo, avente per oggetto le infrastrutture stradali, si terrà domani alle 16 presso la presso la sede del Dipartimento per i Trasporti Terrestri del Ministero dei Trasporti.
Al tavolo partecipano costruttori automobilistici, associazioni dei consumatori e delle categorie professionali legate al mondo dei trasporti, enti pubblici e altri soggetti.
Ringraziamo il responsabile del Dipartimento per aver accolto la nostra richiesta.

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