5 dicembre 2011

Presentazione del “Manuale della sicurezza in moto”

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Martedì 6 dicembre alle 18,30 si terrà presso il Dainese Store di Roma la presentazione del volume IL MANUALE DELLA SICUREZZA IN MOTO di Claudio Angeletti.

Chi è in zona è il benvenuto!

Presentazione libro

22 luglio 2009

Hazard, questo sconosciuto

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Nel raccogliere i dati per la costruzione del Vision Zero Motorcycle Safety Index, ci siamo accorti del fatto che parecchi modelli, di cui purtroppo molti italiani, non hanno nell’equipaggiamento il lampeggio di emergenza (hazard): MV Agusta e Benelli non sanno che cosa sia, Aprilia ne equipaggia solo la Shiver e la Dorsoduro, Ducati solo la Multistrada (e non gli altri modelli, tutti più recenti). Piaggio solo l’MP3, Guzzi la Breva, la Norge e la Stelvio.

A volte le politiche di marketing sono difficili da capire; è il caso della Honda, che monta l’hazard su quasi tutte le sue moto, ma non sugli scooter – neanche sul Silver Wing 600 – né sulla modernissima DN-01.

Noi di Vision Zero crediamo che il lampeggio di emergenza sia un valido ausilio alla sicurezza di guida e che perciò esso debba equipaggiare tutti i motocicli in commercio. Ci auguriamo che tutti i costruttori giungano presto alla stessa conclusione.

13 luglio 2009

Vision Zero Motorcycle Safety Index

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Sul mercato esistono moto destinate agli usi più disparati, e scegliere tra le centinaia di modelli in commercio non è facile.

Di solito ci si basa sulle proprie risorse economiche, sui sentito dire, sul gusto personale e sull’uso prevalente che si pensa (o spesso si sogna) di fare della moto. Molto più raro è il caso di chi sceglie tenendo conto anche della sicurezza di ciò che compra. Eppure è un parametro tanto fondamentale quanto in gran parte sconosciuto.

In effetti, i diversi modelli offrono livelli di sicurezza assai diversi tra loro. Da un lato, ciò dipende dal diverso equipaggiamento, che può comprendere o meno accessori quali, ad esempio, il sistema frenante antibloccaggio. Dall’altro, le differenze di potenza, coppia, peso e altezza influiscono notevolmente sulla facilità e sulla sicurezza d’uso di ciascuna moto, con il risultato che parecchi modelli non sono adatti a tutti i motociclisti.

Per valutare meglio tale aspetto, abbiamo elaborato un indice, il Vision Zero Motorcycle Safety Index (VZI), che  fornisce in modo semplice e sintetico un’indicazione della sicurezza d’uso che ciascun modello offre a ciascun tipo di motociclista nell’uso stradale, urbano e extraurbano.

 

Accedi alla pagina degli indici per consultare la tabella dei principali modelli in commercio.

9 gennaio 2009

Allo studio una norma tecnica per omologare guard-rail adatti alle due ruote

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l’AISICO (Associazione Italiana per la Sicurezza della Circolazione), unico ente accreditato in Italia a svolgere i test per la certificazione delle barriere di sicurezza, ha avviato la sperimentazione per giungere all’omologazione di guard-rail in grado di proteggere, oltre agli autoveicoli, anche i conducenti dei veicoli a due ruote.

Attualmente l’omologazione delle barriere stradali è effettuata sulla base della norma tecnica europea EN1317, che prevede per i test urti di autovetture e mezzi pesanti, ma non contempla i motocicli. E’ per questa ragione che i guard rail attuali non offrono alcuna protezione agli utenti delle due ruote, ma anzi costituiscono per loro una fonte di pericolo. In particolare, il problema sono le putrelle di sostegno (i “paletti” che sostengono il guardrail vero e proprio), completamente scoperte e quindi tali da causare la frattura o addirittura l’amputazione degli arti e della testa del motociclista anche in seguito ad una banale scivolata.

L’UE è consapevole del problema, tanto da aver recentemente avviato gli studi per la modifica della EN 1317 volta ad introdurre appunto le prove d’impatto con i motocicli, ma si prevede che tale processo di revisione durerà qualche anno. Nel frattempo, i test condotti dall’AISICO, che saranno completati entro l’estate 2009, consentiranno di redigere una norma nazionale con cui iniziare in tempi più rapidi l’omologazione di barriere finalmente sicure anche per le due ruote.

15 ottobre 2008

Giornata europea della sicurezza stradale

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L’altroieri, in occasione della seconda Giornata europea della sicurezza stradale, si sono svolte in tutta Europa numerose manifestazioni intorno a tale tema. Una di esse si è tenuta a Roma, a cura della Federazione Motociclistica Italiana, presso il Centro Superiore Ricerche e Prove del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Per l’occasione, nel piazzale del Centro è stata allestita una pista, dove studenti di numerose scuole medie e superiori hanno potuto svolgere, alla guida di ciclomotori,  test finalizzati all’apprendimento di nozioni base della sicurezza (come scegliere e indossare il casco, come frenare ecc.).

La cosa più interessante della manifestazione è stata una serie di crash test, che hanno evidenziato la grande pericolosità che anche urti a bassa velocità possono comportare. In particolare, sono stati eseguiti tamponamenti di auto contro auto, auto contro biciclette e auto contro scooter, ed è stato veramente scioccante, anche per chi conosce bene queste cose, vedere quanto limitati siano i danni alle auto e quanto invece risultino gravissimi i danni ai conducenti delle due ruote e ai passeggeri privi di cinture di sicurezza.

Ai crash test sono seguite dimostrazioni di interventi dell’Emergenza Sanitaria (118) e dei Vigili del Fuoco (115), con simulazioni di messa in sicurezza dell’area dell’incidente, soccorso ai feriti, apertura di portiere bloccate e spegnimento di un’auto incendiata.

Colgo l’occasione per ricordare le regole di base cui dobbiamo attenerci in caso di incidente.

  1. Mettere immediatamente in sicurezza l’area dell’incidente, circoscrivendola e deviando con ogni mezzo possibile il traffico, in modo da evitare ulteriori incidenti e danni a se stessi.
  2. Non spostare assolutamente l’infortunato, né provare a togliergli il casco; limitarsi soltanto ad aprirgli la visiera, se possibile, a chiedergli come si sente, per valutare la gravità dei danni e verificare se è cosciente, e a stringergli la mano, anche forte, se serve.
  3. In caso di incendio, se avete un estintore potete provare a spegnerlo soltanto se è un principio, perché come le fiamme si propagano un po’, non c’è niente da fare se non allontanarsi.
  4. Chiamare il 118 e, se necessario, il 115, indicando subito le circostanze e il luogo dell’incidente, lasciare il numero del cellulare da cui si chiama e lasciarlo assolutamente libero per eventuali ulteriori chiamate dai mezzi di soccorso.

L’evento clou della giornata è stato un test tanto interessante quanto spettacolare: uno stuntman che indossava una speciale giacca munita di airbag ha eseguito una frenata di panico a 80 km/h con conseguente scivolata a terra, uscendone completamente illeso anche grazie all’impeccabile funzionamento del dispositivo.

La FMI è impegnata in una collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al fine di risolvere i problemi connessi con la prossima introduzione (obbligatoria entro il 2011) della patente per la guida dei ciclomotori. Essa sarà rilasciata dopo aver sostenuto un test teorico e una prova pratica analoga a quella dell’attuale patente A, e sostituirà l’attuale patentino, che prevede solo un blando esame teorico.

Vision Zero ha potuto incontrare il Presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Paolo Sesti, e il Direttore del Centro Superiore Ricerche e Prove, Giovanni Caruso. In occasione dell’incontro, abbiamo proposto di modificare la prova pratica per il rilascio delle patenti di guida per le due ruote, introducendo obligatoriamente la frenata d’emergenza, e di adottare una patente per la guida delle moto di elevata potenza. Continueremo a martellare su quest’argomento in tutte le sedi possibili.

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